31 luglio 2026
A proposito di Wildberries
Capisco che non tutti comprendono l'importanza degli attacchi delle Forze Speciali di Sicurezza ucraine (SBS) contro i magazzini del mercato online russo "Wildberries".
Quindi ve lo spiego.
Finora, le SBS hanno colpito i magazzini di "Wildberries" a Elektrostal, Krasnodar, Nevinnomyssk, Shushary, San Pietroburgo, Utkina Zavod, Simferopol, Ryazan, Sarapul e Mastynovka.
E continuano a farlo.
Che effetto ha avuto sulla Russia e sui cittadini russi?
Innanzitutto, l'effetto è psicologico.
L'intera internet russa è pervasa dal pianto corale del popolo, che invoca Dio a maledice un po' tutto e tutti, i cui beni sono andati a fuoco nei magazzini.
Senza esagerare, la guerra, che fino ad ora per la maggior parte dei russi si svolgeva in lontananza, è improvvisamente entrata in ogni casa russa.
Abbiamo appreso inaspettatamente che i russi comuni sono polvere e una popolazione che non possiede nulla.
Ce l'hanno detto loro stessi.
Loro invocano il rispetto per questa condizione, nella speranza di non essere toccati dalle conseguenze di una guerra che in buona parte approvano o che, nella migliore delle ipotesi li lascia indifferenti.
A mio parere, questo è un motivo sufficiente per ignorarli: gli umani non parlano con le bestie, escluso il caso degli animali d'affezione.
Ancora meno si parla con la polvere.
In secondo luogo, i recenti attacchi ai magazzini di Wildberries, a cui da oggi si uniscono quelli di Ozon, hanno inferto un duro colpo all'economia russa.
Dopo che il deficit di bilancio previsto dal Cremlino per la Federazione Russa è stato gonfiato nei primi mesi di questo anno fiscale, il fisco russo sta spremendo tasse ovunque possibile.
E la percentuale delle tasse per commercio non avvenuto è zero, percentualizzato è sempre pari a zero.
In terzo luogo, gli attacchi contro i magazzini di Wildberries e di Ozon porteranno alla chiusura di massa delle imprese, a fallimenti e alla disoccupazione.
Il che, ancora una volta, metterà sotto pressione il bilancio russo.
Sì, ho già sentito il solito "intelligente" sbraitare: "I disoccupati andranno in massa al fronte".
Rispondo: i numeri indicano il contrario.
I cittadini russi sono consapevoli della prospettiva di essere colpiti da un attacco aereo già nella prima settimana.
Anche a causa degli attacchi contro i "Wildberries".
La logica è semplice: se gli ucraini attaccano nelle retrovie russe, immaginate cosa succederà al fronte.
Il prossimo argomento è il mio preferito: gli attacchi a Wildberries e Ozon stanno colpendo duramente il sistema bancario russo.
Le relazioni finaziarie di Ozon non sono ancora note, ma è assodato che Wildberries è finanziata da VTB Bank, controllata al 74% dallo Stato russo.
VTB Bank "possiede" il debito di Wildberries, che era considerevole già prima che gli attacchi ai magazzini cominciassero.
Persino l'oligarca di Putin, Oleg Deripaska, ha già parlato della possibilità che gli attacchi a Wildberries possano far collassare il sistema bancario russo.
Aggiungo che la fondatrice e attuale principale azionista di Wildberries, la Signora Tatiana Kim, è una di quelle figure "protette" da "Putin", che, a quanto pare non riesce a proteggere il business dei propri amici.
Questo non gli fa fare esattamente un figurone.
Ok, quella "faccia di tolla" molto probabilmente se ne frega, ma l'effetto sulla sua reputazione c'è comunque.
Wildberries è solo uno dei "progetti" della SBS ucraina.
Infatti, dallo scorso 6 luglio, sono state colpite 201 navi russe, fra petroliere, cargo e altro.
Anche la Crimea è sotto assedio da parte dei droni di SBS: tra il 1° e il 29 luglio, sono stati colpiti 164 nodi energetici, per lo più nella Crimea occupata.
E così via.
Le SBS continuano a dettare le regole del gioco, a prescindere da tutto.