13 maggio 2026

La verità è che "a Difesa" non siamo messi male, ma peggio.

Oggi ho sentito un amico, un altro veterano: uno che come me ha "servito" per un periodo, lui ha seguito altri studi, che ha completato, e alla fine dei quali ha intrapreso la professione forense.

Argomento del colloquio era questa "presunta sicurezza" che secondo la vulgata deriva al nostro Paese dall'avere militari professionisti.
Nel senso che hanno la professione di essere un militare.
La professionalità è tutta altra cosa.

Sono in accordo con lui che dalla istituzione del servizio militare professionale, per evitare che agli italiani venisse in mente di avanzare pretese di essere realmente difesi, i vertici politici e militari nazionali hanno cominciato a ammettere che la Russia, UNICO nemico che abbiamo come Paese, come appartenenti alla Comunità Internazionale e come appartenenti alla razza umana, fossa imbattibile e che non aveva quindi senso prepararsi a combatterla, nè, tantomeno, farlo effettivamente.

Ha aggiunto peso al tutto l'unico caso di applicazione dell'art. 5 NATO della Storia, in cui la NATO e altri paesi sono intervenuti a fianco degli USA nella campagna in Afghanistan contro al-Qaeda a seguito dell'attentato alle Torri Gemelle di New York.
La presunzione che da allora in poi il nemico sarebbe stato una organizzazione di fanatici religiosi privi di grandi strumenti militari ha distratto tutti e avviato una revisione della dottrina che è stata devastante.

Il nemico non era più quello Stato enorme, che pur essendo fornitore energetico praticamente di quasi tutti e incapace di produrre alcunchè, se non invidia e risentimento nei confronti dei suoi stessi clienti, ha come ragione d'essere quella di danneggiare quell'Occidente dal quale dipende economicamente la sua stessa sopravvivenza.
Sì, si tratta della Russia, che ritiene di essere l'erede UNICO della Unione Sovietica, per limitare e contenere la quale è stata creata e esiste la NATO.

Il nuovo nemico era diventato, appunto, qualsiasi organizzazione di stampo estremista islamico che si presentasse ostile all'Occidente.
Al-Qaeda, ISIS, califfati vari, Boko Haram e via cantando.
Ci si è messa anche tale Angela, tedesca di Germania, che ha convinto tutti in Europa che, se fosse stata in qualche modo "coinvolta" nelle istituzioni internazionali, allora la Russia potesse essere educata.
Che la madama si sbagliava è ora evidente a chiunque sia dotato di normale senno.
I suoi elettori l'hanno punita alle varie elezioni che si sono susseguite, fino a quando non ha potuto fare altro che mettersi a riposo.
Nel frattempo la Russia aveva esteso i suoi tentacoli nelle istituzioni europeee, infilando denaro a palate nelle tasche di politici e funzionari.
Lo abbiamo scoperto tardi e ancora in modo parziale: in ogni Paese europeo esiste almeno un partito politico che ha "fraterni" legami con il partito russo "Russia Unita".
Gli oscuri, ma neanche tanto, legami con esponenti "culturali" e economici russi ricadono in un ambito diverso, pur non essendo meno riprovevoli e meno pericolosi.

Dicevamo della nuova dottrina della lotta al terrorismo, da farsi con armamenti tecnologici che i terroristi non potevano permettersi.

Questa nuova dottrina ha avuto l'effetto di demolire le capacità di difesa "tradizionali" rispetto alla UNICA vera minaccia all'Europa, che esisteva allora e che tuttora esiste.

Il risultato è che sulla carta le Forze Armate occidentali possono affrontare chiunque, ma solo se ci sono anche gli americani.
Questo non è vero, perchè gli americani è probabilmente meglio non averli fra i piedi.
Chi ha deciso questa cosa deve ignorare che l'Europa è una potenza industriale, che inventa e produce e vende e che è in grado di trasportare oggetti di qualunque dimensione in qualunque luogo del Mondo al costo più basso possibile e nei tempi più stretti.
Questo è quello che fa l'Europa per vivere e questo garantisce lo stipendio anche di chi invece ritiene che senza gli USA non si possa fare nulla.
L'Europa non è inferiore agli USA dal punto di vista tecnologico e industriale.

Questa errata impostazione ha portato i decisori politici e militari occidentali, in concorso, a creare Forze Armate estrememente costose, assurdamente e inutilmente burocratizzate, persino sindacalizzate.
E a abbandonare la dottrina precedente, basata su una convenzionale distribuzione delle armi e specialità, degli armamenti e sistemi e dei piani di addestramento.
Probabilmente convinti che il nuovo, di cui non si conosceva quale sarebbe stata la durata nel tempo, fosse caratterizzato da una lunga durata, se non era definitivo.
Alla fine, gli occidentali la lotta al terrorismo hanno smesso di farla, ma si sono tenuti in eredità quella impostazione che, anche lei, è diventata definitiva.
Alla fine della fiera, tecnologia o non tecnologia, la guerra la vincono gli uomini e non le macchine e se i tuoi combattenti non sono in grado di combattere o non hanno voglia di farlo, non si mette male, ma malissimo.
I nostri prodi sono persino giunti a non impedire la sindacalizzazione, passo successivo logico per Forze Armate ridotte a essere un ammortizzatore sociale.
Non c'è molto di male nella sindacalizzazione, fino a quando essa non mette in difficoltà la gerarchia, perchè l'ultima cosa di cui hanno bisogno le Forze Armate, in ogni luogo del Mondo, è qualcuno che mette in discussione gli ordini, magari accampando principi come la democrazia e l'inclusione.
Infatti, per la loro funzione, le Forze Armate non possono permettersi il lusso di vedere messi in discussione i loro principi fondanti: il comandante comanda e i subalterni eseguono, nell'ambito delle consuetudini della educazione urbana.

Ai tempi della "lotta al terrore", abbiamo visto, qualcuno ha pensato che per evitare che i soldati morissero in combattimento, cosa disdicevole, ma che fa parte del mestiere di soldato, soprattutto quando questo mestiere è una scelta volontaria, fossero "indicati" armamenti e sistemi "di precisione, intelligenti, moderni".
E' iniziata una sfrenata corsa a gettare alle ortiche tutto ciò che fino ad allora aveva funzionato secondo le specifiche.
Fate largo, arriva il futuro!

Si viaggia in colonna, con la protezione aerea.
Ma la protezione aerea non c'è...
Ad esempio, c'è una libretta, che racconta di come si comporta una pattuglia da ricognizione.
Con la attuale trasparenza del teatro operativo, mediamente non passano più di 5 minuti prima che un movimento sul terreno venga rilevato e pochi secondi dopo arriva la prima salva di artiglieria, o la prina serie di droni FPV.
Quella libretta, come le sue sorelle, si studia ancora: ci vogliono mesi per creare una "pattuglia da ricognizione", che ai giorni attuali ha scarsissime possibilità di sopravvivere al primo quarto d'ora di operazione.
E' in corso la revisione del quadro dottrinale sulla base della attualità?
Non lo so.
Ma sono convinto che no.

Navi, aerei, carri armati, armamenti e dotazioni sono creati per attacchi di precisione, le tecnologie "alla moda" che se ce l'hanno loro, dobbiamo averle anche noi...
Poi scopri che il tutto costa decine o centinaia di volte quello che costano le minacce che dovrebbero affrontare e distruggere.
Anche se accade che non la si usi per "non romperla", o perchè non c'è chi sa usarla, o perchè usarla costa troppo.
E' saltata l'aritmetica di base: si vogliono le cose, si ottengono le cose e poi persino l'addestramento per usarle costa troppo.
Ma vuoi mettere, alle riunioni della NATO, potere dire "ce l'ho anche io"?

Poi è arrivata l'Ucraina, a mettere i puntini sulle I: si scopre che per battere la Russia, che è sempre e ancora l'unico nemico che abbia l'Europa, agli ucraini sono sufficienti quegli armamenti che abbiamo dichiarato obsoleti decenni fa.
Ma non tanti: appena quello che gli serve per non essere travolti.
Si scopre che la Russia non è imbattibile e basta volerlo fare e essere dotati a sufficienza per farlo e lo si fa.
Volere, è la parola adatta.

Il tutto spiega come generali e esperti "de sta cippa" si arrampicano sugli specchi per continuare il giochetto: stipendi e carriere a tutti, senza nessuna rendicontazione e nessuna "invasione di campo".
"I militari siamo noi, gli esperti siamo noi".
Sapete cosa c'è?
C'é che non funziona in questo modo.
Primo perchè come vengono spesi i denari dei contribuenti non è un affare privato di chi quei denari li spende.
Secondo, perchè, a vedere quanto fallate e fallaci fossero e siano le loro valutazioni e le conseguenti decisioni, c'è veramente da chiedersi se sia opportuno lasciare che costoro possano continuare a esercitare il ruolo che oggi hanno.

La vita "vera" insegna come funzionano davvero le cose: i funzionari pubblici gestiscono effettivamente il Paese, mentre i politici eletti magari si presentano una volta all'anno per stringere mani o farsi fotografare in caso di crisi o cose del genere.
I politici eletti non hanno un lavoro all'interno dellle istituzioni, dove quasi non si presentano e firmano solo qualche documento di bilancio quando necessario.
Come le star dei reality show dicono qualsiasi cosa suoni bene al momento.

Così, di decisione in decisione, abbiamo Forze Armate composte da vecchi che non sono più fisicamente in grado di combattere, che anche se fossero in grado farebbero di tutto per non doverlo fare, perchè avrebbero preferito essere dipendenti del Catasto, ma il Catasto non ha posti a sufficienza per tutti e allora tocca fare il militare.

Adesso si scopre che serve l'artiglieria, ma essa è stata quasi estinta, perchè l'artiglieria del futuro la fanno i caccia che lanciano missili.
In teoria, perchè i caccia costano tanto e non ce ne sono così tanti e quelli che ci sono o fanno una cosa o fanno l'altra.
E i missili costano uno strafottio e non possiamo permettercene molti e comunque anche di questi non se ne producono molti, perchè la precisione ha i suoi tempi e i suoi costi.
E intanto abbiamo anemizzato l'artiglieria terrestre, che una volta c'era e ora non c'è più, e che adesso potrebbe sparare proietti "stupidi" che costano frazioni dei missili che comunque non abbiamo e che in ragione delle oculate decisioni che ho descritto, eufemismo, non vengono più prodotti nelle quantità che sarebbero necessarie.

Una altra verità è che chi era considerato imbattibile, e per molti ancora è, dopo oltre 4 anni da quando ha detto che "saremo a Kyiv fra 3 giorni", non solo a Kyiv non è mai arrivato, ma se continua di questo passo necessita di altri 5/6 anni per farlo.
Si tratta dei "3 giorni più lunghi" della storia della Russia, e continuano a allungarsi.
I russi arriveranno a Kyiv solo se qualcuno riuscirà a convincere un popolo, quello ucraino, a mollare tutto e andare da una altra parte, perchè restare lì non sarebbe esattamente una idea saggia.
Gli ucraini hanno più di un motivo, inclusi quelli interni, per essere "inc...ti" come le biscie.

Mentre alcuni in Europa hanno capito l'antifona e hanno dato una bella sterzata, comprendendo che ora la dottrina adatta assomiglia molto a quella di 20 anni fa, ma con sopra tanti droni, e che a andare in giro con ciò che abbiamo adesso non si combina molto e che non abbiamo le risorse per fare bene nemmeno quel poco.
Credo di non dovere spiegare perchè è da idioti perdere un aereo o un carro armato o un pattugliatore costiero che costa decine di milioni di euro, magari abbattuto, distrutto, affondato o comunque colpito da un drone che di euro ne costa poche centinaia.
Continuando di questo passo sarà inevitabile perdere equipaggiamenti costosissimi in questo modo.
Perchè in Russia quel drone è pronto in magazzino, come è disponibile l'operatore che lo lancia.
Mentre noi non abbiamo, e sarà così per molto tempo ancora, la contromisura per il drone e non abbiamo nemmeno il suo operatore.
I nostri generali si divertono a dire che abbiamo i droni.
Me ne compiaccio.
Quanti?
Perchè la Russia ne lancia alcune centinaia al giorno.
Credo che ne abbiamo alcune centinaia in tutto.
Autonomia 3/4 giorni.
Per un Paese del G7.

Ma spendiamo moltissimo in equipaggiamento!
Che spendiamo moltissimo è fuori discussione.
Andiamo a vedere per cosa...
Scopriremmo che stiamo comprando navi, come se la Marina russa potessere impensierire qualcuno in Occidente.
Si potrebbero fare le pulci anche al come vengono costruite, queste navi.
A parità di dimensioni, a parità di NATO, a parità di quasi tutto, solo per fare un esempio, la corvetta che richiede tempi di costruzione di alcuni anni in Italia, in altri paesi viene costruita e consegnata in meno di un anno.
Non entro nel dettaglio, perchè salirebbe la furia di nostro Signore che caccia i mercanti dal Tempio.
Rimane che la Russia non ci attaccherà con la Marina, ma con le truppe terrestri.
Perchè lo affermo?
Perchè l'unica che potrebbe farlo, con limitazioni e distinguo, sarebbe la Flotta russa del Mar Nero, che, con missili e droni di produzione nazionale, gli ucraini hanno affondato, distrutto o gravemente danneggiato una nave dopo l'altra e che adesso ha zero capacità operative e che anche se finisse la guerra domani ci vorranno anni per rivedere in navigazione nel Mediterraneo.
Non abbiamo droni, non abbiamo operatori di droni e non abbiamo programmi di addestramento per gli operatori di droni, perchè 4 anni sono evidentemente un periodo troppo breve perchè chi ha il compito di farlo possa capire che la più recente dottrina non è adatta alla minaccia presente e futura.

Non se la passano meglio gli americani, visto come hanno sperperato con l'Iran costosissimi sistemi di intercettazione aerea senza peraltro ottenere grandi risultati.
I paesi nordici e quelli baltici lo hanno capito e stanno addestrando gli operatori, stanno imparando dagli ucraini e stanno impostando la produzione dei droni secondo metodi ucraini.
In questo modo potranno affrontare le truppe russe.
Anche senza americani.
Temo che senza americani noi italiani non andiamo nemmeno a fare pipì.
Non perchè loro siano effettivamente bravi, alcuni in effetti lo sono.
Si tratta di italica soggezione.

Sono pronto a cambiare idea, di fronte a dimostrazioni che mi sto sbagliando.
Anche il mio amico lo è...