12 ottobre 2026
Tregua o pace in Ucraina?
Commentando la proposta di Zelensky per un cessate il fuoco di 60 giorni, Peskov ha dichiarato che la Russia non cerca semplicemente una tregua, bensì una pace a lungo termine.
L'anno scorso "Putin" rivolgeva esattamente la stessa affermazione a Trump.
Vorrei spiegare qual è la trappola in questo caso e cosa intenda realmente Mosca quando afferma di volere solo una pace globale e a lungo termine.
Perché, durante l'incontro con Trump, "Putin" si è opposto a un cessate il fuoco proponendo invece, come alternativa, la firma di un accordo globale per porre fine alla guerra?
In altre parole, un trattato di pace.
C'è un aspetto che sfugge a molti anche "ai sempre loro" esperti e analisti.
Un cessate il fuoco può essere concordato quasi da un giorno all'altro: basta un ordine e, da quel momento, spetta ai comandanti sul campo rispettarlo concretamente.
Un cessate il fuoco può bloccare i combattimenti quasi istantaneamente, in un batter d'occhio, a patto che i vertici e i comandanti sul campo di entrambe le parti si attengano all'accordo.
Quantomeno, può ridurre al minimo la violenza al fronte, portandola al livello più basso possibile.
Un accordo di pace, invece, è un processo complesso e prolungato che può richiedere anni o addirittura decenni.
Qualche esempio che mi viene in mente al volo:
- Egitto e Israele: cessate il fuoco nel 1973, trattato di pace nel 1979 (sei anni).
- Giordania e Israele: armistizio nel 1949, trattato di pace nel 1994 (quarantacinque anni).
- Armenia e Azerbaigian: cessate il fuoco nel 2020, trattato di pace nel 2025 (cinque anni).
Si pensi alla Corea del Nord e alla Corea del Sud: ci fu un armistizio nel 1953 (mediato da ONU, Cina e RPDC; la Corea del Sud non lo firmò nemmeno), eppure, a tutt'oggi, non è stato ancora firmato alcun trattato di pace.
Si potrebbe continuare con l'elenco, ma la logica è chiara: un trattato di pace e la conclusione di una guerra non sono come comprare un pollo al mercato, ma si tratta di un processo lungo che può protrarsi per mezzo secolo.
Persino le firme "rapide" richiedono cinque anni o più.
Rifiutando la prima fase, ovvero la cessazione effettiva delle ostilità, cioè un cessate il fuoco, Putin propone di saltare tutti i passaggi intermedi e di passare direttamente alla conclusione della guerra attraverso la pace.
E poiché si tratta di un processo lungo, ciò implica una data futura: diciamo il 2030, o forse anche più in là.
Non prima, ad esempio, che siano state risolte le "cause profonde della crisi ucraina".
E' stato sufficiente alla Russia inserire come territorio russo in Costituzione non solo le regioni ucraine dove avvengono i combattimenti, ma anche quelle in cui le truppe russe non hanno a che fare, per creare l'illusoria convinzione che gli ucraini stiano occupando territori russi.
In realtà è il contrario e lo dimostra esattamente la dichiarazione di mutuale indipendenza Ucraina/Russia, che elenca quali regioni contermini sono di chi.
Non essendo stato firmato alcun accordo di cessate il fuoco, gli anni che trascorrono permettono non solo il proseguimento delle ostilità, ma anche di accusare costantemente l'Ucraina di far fallire proprio quei negoziati di pace.
La narrazione è questa: la Russia afferma di essere favorevole alla pace, ma guardate! Kyiv occupa i nostri territori e le nostre città, come Zaporizhzhia, Kherson e così via.
Se Kyiv vuole la pace e la fine della guerra, perché occupa città che, secondo la Costituzione russa, sono città russe?
Secondo la narrativa russa, che purtroppo molti occidentali si bevono come fosse Prosecco, ne consegue che Kyiv non è interessata alla pace e vuole continuare a combattere.
E perché?
Perché le "cause profonde della crisi ucraina" non sono state risolte.
In breve, la logica è chiara: quando Putin dice a Trump di essere contrario a un cessate il fuoco, ma favorevole alla pace e alla fine della guerra, sta sostanzialmente dicendo che vuole e intende continuare a combattere.
Proprio fino al momento in cui quella pace verrà effettivamente conclusa: vale a dire, fino alla capitolazione dell'Ucraina.
Gli europei, seguendo la linea di Kyiv, lo capiscono perfettamente: è proprio per questo che insistono per un cessate il fuoco.
Quanto a ciò che passa per la testa dell'Amministrazione USA, è una bella domanda.
A prescindere dal fatto che Trump e i suoi sodali vogliono trascinare la Russia fuori da questa guerra e congelare il conflitto stesso, per quanto possibile.
Lo scopo è sempre il solito: affari, denaro e ricchezza.
In nessuna circostanza l'Ucraina deve cedere su questo requisito minimo: un cessate il fuoco completo e il rifiuto di cedere qualsiasi territorio senza combattere.
Nulla al mondo viene mai ceduto senza combattere.
Tutto il resto è una trappola.