30 gennaio 2026

L'economia russa va in tilt

I più giovani non conoscono il vero significato della parola "tilt".
La parola gergale "tilt", che viene spesso usata nelle espressioni "andare in tilt" o "essere in tilt", indica uno stato di blocco, confusione mentale, malfunzionamento o sovraccarico emotivo.

La sua origine è legata ai flipper, macchine da gioco che un tempo esistevano in quasi ogni bar, che, agitati/inclinati dai giocatori che tentando di modificare il comportamento della pallina in gioco, eccedevano nel farlo, determinando il "blocco" dell'apparecchio, che evidenziava la scritta "tilt" e terminava la partita.

In seguito, il termine ha esteso il suo significato a diversi ambiti della vita quotidiana.
Ecco alcuni significati che sono legati ai concetti di questo testo:

- Blocco mentale/Confusione: è la situazione in cui la mente smette di funzionare correttamente a causa di stress, troppe informazioni o stanchezza.
"Andare in tilt" significa non riuscire più a pensare lucidamente o a prendere decisioni.
- Stato emotivo: derivato dal poker, il "tilt" indica uno stato di frustrazione o rabbia emotiva che porta un giocatore a prendere decisioni irrazionali e a giocare male, spesso dopo una perdita.
- Stanchezza estrema: in alcuni contesti descrivere una sensazione di totale esaurimento, fiacchezza o "essere distrutti".

Dopo 4 anni, la guerra che la Russia ha determinato invadendo l'Ucraina e occupandone alcune regioni, sta mandando in "tilt" l'economia russa.

In questo momento, per la Russia, ritirarsi dall'Ucraina sarebbe impraticabile: la Russia è intrappolata in un incubo politico senza via d'uscita.

L'economia russa sta subendo danni strutturali.
La leadership politica e militare è in difficoltà.
Prima dell'invasione dell'Ucraina, il Cremlino, a a cascata, la Russia intera, temevano che una nazione Ucraina democratica avrebbe minato la grande narrazione del mondo russo e dei suoi popoli slavi.

I geni invecchiati dell'FSB (Servizio di Sicurezza Federale) hanno proposto una soluzione impeccabile.
Un'invasione rapida.
La decapitazione del Governo di Kyiv.
Ora Kyiv sta ricambiando il favore, decapitando raffinerie, oleo/gasdotti e infrastrutture tecniche russe.

Il Cremlino è preoccupato, molto preoccupato, di cosa succederebbe se la Russia dovesse ritirarsi dall'Ucraina.
Questo sarebbe peggio della sconfitta strategica subita dalla Russia in Afghanistan nel 1989.
Almeno allora era geograficamente e psicologicamente distante dal cuore dell'Unione Sovietica.
Le contromosse ucraine stanno esercitando pressione sull'opinione pubblica russa, avvicinandosi sempre di più allo scatenamento di una rivolta, forse anche di una insurrezione.

Putin è salito al potere per reprimere il separatismo in difesa dei diritti storici della Russia.
Lui crede di essere il resuscitatore dell'identità russa: minare il suo mandato significa distruggere il mondo russo.

Qualsiasi cosa che non sia la resa totale dell'Ucraina costringerebbe il Cremlino a fare concessioni politiche o, peggio ancora, provocherebbe la rimozione di Putin (in stile Gheddafi).
Forse da parte dello stesso FSB.

In sintesi, secondo la psiche russa, l'opinione pubblica potrebbe non sostenere apertamente l'invasione, ma una volta che essa "accade", esige una gloriosa vittoria.
Perchè ai russi viene insegnato che la Russia è imbattibile.
Viene anche inculcato che l'Ucraina libera, indipendente e democratica è nazista e deve essere sottomessa.
Totalmente: soggetta a piena russificazione.
Il loro amato neo-zar deve provvedere.
Stiamo già vincendo?
Glielo chiedono ogni giorno.

L'Ucraina non è l'Afghanistan, e ancor meno la Cecenia.
L'Ucraina produce 5 milioni di droni all'anno: non meno di dieci per ogni russo occupante.
Le missioni con i droni sono sempre più sofisticate.
Miliardi di dollari di beni russi di alto valore vengono eliminati.

Una ritirata russa scatenerebbe lotte intestine in Russia.
Al Politburo che informalmente governa ora la Russia è in corso una competizione interna per stabilire chi debba vincere le prossime elezioni presidenziali e, a cascata, chi debba essere nominato Primo Ministro, Ministro e via via capo di questo o quel servizio più o meno segreto.

Potrebbero pianificare la reinvasione dell'Ucraina quando vogliono: hanno già dimostrato di non essere in grado di comprendere altro che le indicazioni fallate della proprie intelligence.
Potrebbero pensare di radere al suolo l'Ucraina come hanno fatto in Cecenia nel 1999.
Non che ciò che stanno facendo in Ucraina sia molto diverso, peraltro.
Ma perché l'Ucraina dovrebbe rimanere inattiva o non sfruttare i disordini interni in Russia?

Gli USA oscillano fra terzietà e tiepido sostegno, ma, a conti fatti, il sostegno europeo garantisce l'integrità territoriale dell'Ucraina.
Ecco perchè Kyiv potrebbe spingerebbe le sue truppe fino al confine, rendendo assolutamente vana la guerra, e colpirebbe più in profondità in Russia.

La cerchia ristretta del Cremlino è confusa per i suoi fallimenti in Ucraina, cerca una via d'uscita, ma non la trova.
Congelare la guerra alle condizioni di Mosca non funziona.
Quella che era iniziata come un'operazione speciale chirurgica e limitata deve ora fare i conti con troppe difficoltà.
La necessità di pagare i danni di guerra per avere future speranze di avere gradualmente revocate le paralizzanti sanzioni internazionali è un mostruoso fardello.
Perdurando la guerra, esiste anche la minaccia reale di intensi bombardamenti delle città russe.
Quasi ogni russo ormai sa che, pur di difendere il proprio futuro e fermare una nuova invasione, l'Ucraina cercherebbe di indebolire ulteriormente la capacità industriale russa.

Presto la Russia non avrà altra scelta che ritirarsi dall'Ucraina per salvare la propria economia.
Considerando la grandezza delle menzogne raccontate per decenni ai russi e alla comunità internazionale, questa sarebbe una umiliazione enorme, sia a livello nazionale che internazionale.
Le ricadute politiche in Russia sarebbero molto grandi e probabilmente scatenerebbero una "guerra fra bande" in tutta la Russia, da San Pietroburgo e Krasnodar in Occidente fino all'Estremo Oriente, dove le popolazioni locali hanno indirettamente fatto appello alla Cina per sfuggire alla povertà e al disorientamento etnico.
L'opinione pubblica russa ammira e invidia la Cina e la sua stabilità, ma non sa che la attende almeno un paio di decenni di caos interno.

Per la cerchia del Cremlino, l'implosione della Federazione Russa è di gran lunga peggiore del mantenimento dello status quo.
Il continuo logoramento economico e demografico è quantomeno misurabile.

Al Cremlino sperano che il sostegno materiale all'Ucraina potrebbe esaurirsi miracolosamente.
In questo ipotetico caso, la macchina da guerra russa potrebbe quindi riprendere l'iniziativa sul campo di battaglia.
Questo è il loro meccanismo di difesa, mentre l'Ucraina sta intensificando la produzione di droni.
Kyiv sta acquisendo costantemente vantaggi tattici.
I droni stanno danneggiando quotidianamente le infrastrutture energetiche e industriali russe.
Al Cremlino ancora non accettano che una guerra iniziata con motivazioni e presupposti irreali possa completarsi in una sconfitta reale.

Invece di tanti inutili colloqui di pace, che solo ottengono alla Russia di ottenere ulteriore tempo, ulteriori occasioni di corrompere giornalisti, politici e opinionisti, sarebbe più utile precisare alla Russia che le sua disastrate condizioni sono note e che è giunto il momento di "mettere la testa a posto".
Va ricordato al Cremlino che ritirarsi, gettare la spugna, è l'unica opzione pragmatica, per quanto disastrosa possa apparire la vendetta interna.

Come e quando finirà l'invasione dell'Ucraina è oggetto di dibattito.

Io penso che la Russia si siederà al tavolo delle trattative non prima del 2027, una volta che il rublo sarà divorato dall'inflazione galoppante e ulteriore indebitamento diventerà impossibile.
Oppure, quando molte delle sue infrastrutture petrolifere e del gas saranno così massacrate che le riparazioni non riusciranno a tenere il passo.

Il prossimo 1° gennaio, la rimozione dell'ultimo 15% del fabbisogno di gas naturale liquefatto importato dalla UE priverà la macchina da guerra russe di entrate finanziarie tanto necessarie.

Non manca chi sostiene che la Russia potrebbe prolungare la contesa per cinque o dieci anni, finché l'Ucraina non cederà a condizioni favorevoli a Mosca.
Al Cremlino vorrebbero spacciare questa per una vittoria, che nella loro comprensione della realtà, eviterebbe di essere impiccati sulla Piazza Rossa.
Questa ipotesi non si intona alla realtà e sembra troppo ottimistica e inverosimile.

La flotta ombra non durerà per sempre.
Il costo della guerra continuerà a salire.
La Russia non può sostituire abbastanza velocemente le risorse militari distrutte.
Già alcuni in Russia sostengono che è troppo costoso continuare a sacrificarsi.
Se non si ritira in tempo, la Russia potrebbe trovarsi priva di difese aeree.

A un certo punto Xi Jinping, preoccupato di dover affrontare una carneficina totale in Russia, potrebbe chiamare il suo tirapiedi al Cremlino e dirgli:

"Vladimir, basta con le storie di guerra. Finanzierò io quel nuovo oleodotto che desideri. Smettila di giocare con l'Ucraina e preparati per il Pacifico. Tra due anni terrai i giapponesi impegnati alle isole Curili. Assicurati che i tuoi sottomarini siano pronti. Non mettermi in imbarazzo come hai fatto in Ucraina".

Anche se la Cina rimanesse neutrale, cosa che in effetti non ha fatto finora e non fa, sembra inevitabile che, con il passare dei mesi, funzionari, governatori regionali e oligarchi incolpino sempre più apertamente il Cremlino e comincino anche a azzuffarsi fra di loro. Sicuramente scoppierebbero lotte intestine a causa della strategia fallimentare che ha lasciato la Russia indietro di decenni.

Alla fine, separativismo e sabotaggi diffusi, stanchezza da guerra e declino economico tireranno i russi fuori dalle loro case.
Una massa critica esigerà la rimozione di Putin.
L'Ucraina, sostenuta dai partner europei, sfrutterà il caos per cambiare il regime russo.
Chi siederà al Cremlino è molto più importante per l'Europa, assetata di risorse, che per il pasticcione confuso che risiede nello Studio Ovale.
È allora e solo allora che inizieranno i veri negoziati.

Per quanto benefica possa essere per il futuro dell'Europa, una rivoluzione in Russia metterà alla prova il Mondo sulle armi nucleari.
La violenza che si scatenerebbe in Russia potrebbe lasciare le armi nucleari in mani pericolose, con conseguenze catastrofiche.

L'Europa deve impedirlo.
Per creare un'altra merce di scambio sull'Ucraina, la presente leadership russa o qualche parte di essa potrebbe vendere armi proibite ai dittatori, o semplicemente usare l'instabilità nucleare come ultima risorsa prima che avvenga un colpo di Stato.
In passato, la Russia ha già usato la negazione plausibile molte volte.
Nulla lo impedirebbe, ma fare cadere le armi nucleari nelle mani sbagliate potrebbe essere la vendetta definitiva russa.

E così la guerra si trascina...

Il Mondo sta solo lasciando che sia il logoramento a decidere se la coscienza russa potrà mai svegliarsi e ritrovare il suo ritmo.
Che qualcuno in quella terra desolata possa farsi coraggio e prenda in mano la situazione è altamente dubbio.
Ma tutto potrebbe succedere.
Un numero maggiore di russi istruiti tenterà di emigrare.
Molti russi inurbati lasceranno le regioni di Mosca e San Pietroburgo, per trasferirsi nelle regioni d'origine o nell'Estremo Oriente russo, di cui la Cina potrebbe rivendicare la sovranità nei prossimi anni.

...tutto per avere creduto alle proprie menzogne.