3 dicembre 2025

La Russia non può sconfiggere tutta l'Europa!

Esiste una sola ragione per cui la Russia potrebbe prevalere sull'Europa unita: che i noti propagandisti pro-russi, cremlinofili d'accatto e "traditori" riescano a convincere un numero sufficiente di politici e cittadini europei alla sottomissione, magari suggerendo l'importanza di avere rapporti commerciali con quel popolo di barbari.

Il Presidente russo Vladimir Putin ha recentemente rilasciato una dichiarazione sbalorditiva: la Russia è pienamente preparata alla guerra e fiduciosa di poter sconfiggere tutta l'Europa.
Ha fatto questa dichiarazione proprio nel mezzo dei negoziati di pace in corso tra Russia e Ucraina, colloqui che dovrebbero porre fine a una guerra che sta entrando nel suo quarto anno.

Quella guerra ha spinto le tensioni tra Russia e NATO a livelli mai visti dai tempi della Guerra Fredda, con molti che temono uno scontro diretto accidentale o deliberato tra le due parti.
Sebbene la NATO non stia ufficialmente combattendo in Ucraina, l'Alleanza ha addestrato le Forze Armate ucraine e le ha dotate di alcuni degli armamenti più avanzati del pianeta.

La spavalderia di Putin non nasce dal nulla.
Per anni, la Russia ha condotto le sue imponenti esercitazioni militari Zapad ("Occidente").
L'edizione del 2025, svoltasi congiuntamente con la Bielorussia, ha coinvolto oltre 100mila soldati e ha apertamente sviluppato scenari di guerra contro la NATO.

Quindi la domanda che tutti si pongono è: quanto è pronta la Russia ad affrontare la NATO in un testa a testa?

Ecco i cinque fattori chiave che contano e la situazione reale.

1. Spesa per la Difesa
Il bilancio annuale complessivo della NATO per la difesa (guidato dagli Stati Uniti) si attesta a circa 1,5 trilioni di dollari.
Il bilancio militare ufficiale della Russia si aggira tra i 74 e i 100 miliardi di dollari, a seconda dell'anno e del tasso di cambio.
Si tratta di un divario di 15 a 1.
Il denaro non è tutto, ma permette di acquistare molti missili, pezzi di ricambio, addestramento e un vantaggio tecnologico.

2. Equipaggiamento e modernizzazione
La NATO impiega carri armati da combattimento collaudati in battaglia come il Leopard 2, l'M1 Abrams, il Leclerc e prossimamente il Challenger.
La Russia schiera ancora un gran numero di T-72 e T-90 di epoca sovietica aggiornati, per lo più tratti da depositi dove sono stati per decenni all'aperto e poi "raffazzonati" per dargli un minimo di operabilità, mentre il suo nuovo T-14 Armata è più un oggetto da esibizione che una realtà sul campo di battaglia: ne sono stati costruiti circa 15 unità.
La stessa storia si ripete nell'artiglieria, nella difesa aerea, nell'aviazione e nelle forze navali: la NATO gode generalmente di una sovrastante superiorità sulla Russia, sia quantitativa che qualitativa.

3. Tecnologia e consapevolezza del campo di battaglia
Nell'intelligence, nella sorveglianza e nella acquisizione dei bersagli, la NATO è a chilometri di distanza.
Immagini satellitari in tempo reale, intelligence dei segnali e reti di droni hanno permesso alle forze ucraine di colpire ripetutamente obiettivi russi di alto valore in profondità dietro le linee.
Pur in numeri ancora non adeguati alla necessità degli ucraini, armi di precisione occidentali – Javelin, NLAW, HIMARS, Storm Shadow/SCALP – hanno devastato i mezzi corazzati e la logistica russi.
In cielo, la flotta russa di vecchi Su-27/30/35 e la flotta limitata di Su-57 (dopo anni questi sono ancora in versione "temporanea") dovrebbero affrontare gli F-35, F-22, Rafale, Typhoon, Gripen e centinaia di F-16 e F-15 aggiornati della NATO.
Dopo oltre tre anni di combattimenti, la Russia non ha ancora raggiunto la superiorità aerea sull'Ucraina, un Paese che ha iniziato la guerra senza caccia moderni e con solo vecchie difese aeree sovietiche.
Questo singolo fatto la dice lunga.

4. Dottrina e Addestramento
La NATO enfatizza le operazioni congiunte integrate, la guerra incentrata sulla rete, l'iniziativa ai livelli inferiori e, soprattutto, la protezione dei propri soldati.
La Russia persegue ancora la dottrina di stampo sovietico: sbarramenti di artiglieria schiaccianti, comando centralizzato, mobilitazione di massa e accettazione di perdite pesanti.
Si tratta di filosofie di guerra molto diverse.

5. Esperienza di combattimento
Questo è l'unico vantaggio inequivocabile della Russia: i suoi ufficiali e le sue unità sono stati impegnati in combattimenti continui ad alta intensità da febbraio 2022, mentre l'esperienza di combattimento di qualsiasi altro membro della NATO risale a circa un paio di decenni fa.
Tuttavia, la stessa esperienza dei russi ha messo in luce evidenti le loro debolezze nella logistica, nelle comunicazioni sicure, nella protezione delle forze, nella qualità dell'addestramento e nell'adattabilità alle moderne armi di precisione e nei metodi di impiego.

In una guerra convenzionale prolungata e su larga scala, la NATO detiene vantaggi decisivi in ​​termini di tecnologia, integrazione di comando, sostenibilità logistica, capacità industriale e capacità di combattere simultaneamente in aria, terra, mare, cyber e spazio.
La Russia conserva punti di forza in termini di profondità geografica, ingenti forze di artiglieria e missili e riserve di uomini, ma nel lungo periodo questi non sarebbero sufficienti a sconfiggere l'alleanza NATO.

Gli stessi analisti, esperti, tecnici, spie e politici occidentali che hanno drammaticamente sbagliato analisi e valutazioni sulle intezioni russe riguardo l'Ucraina, sulla sua capacità di sconfiggerla in fretta, sulla sua capacità di sopportare sine-die sconfitte sul campo di battaglia, negli scorsi decenni hanno ottenuto di creare in Occidente una eccessiva considerazione della potenza militare convenzionale e finanziaria della Russia.
Secondo loro, la Russia possiede anche un enorme arsenale nucleare.
I fatti hanno dimostrato che le loro considerazioni erano errrate in passato: dovremmo prendere per oro colato anche quanto sostengono in merito al nucleare russo?
Per prudenza, diciamo di sì, ma non stiamo forse eccedendo?

Quindi, secondo chi ha già sbagliato, e di brutto, in passato, la Russia possiede il più grande arsenale nucleare del mondo: quasi 6000 testate, tra cui migliaia di armi di impiego tattico, progettate per l'uso sul campo di battaglia.
Questa è la ragione principale per cui una guerra diretta NATO-Russia rimane straordinariamente improbabile.
Costoro prevedono che qualsiasi grave sconfitta convenzionale potrebbe spingere Mosca verso un'escalation nucleare, qualcosa che nessun leader razionale da entrambe le parti vorrebbe.
Pertanto non necessariamente il superamento di "linee rosse" o una seria debacle militare sarebbe motivo di escalation nucleare russa.
E' anche vero che al Cremlino non hanno recentemente fornito grandi prove di raziocinio.
La guerra in Ucraina è finora stata, in effetti, un continuo oltrepassare ogni "linea rossa" via via declinata dalla Russia.
Qualsiasi altro motivo che a LORO sembra sufficiente potrebbe avviare una escalation nucleare.
Stiamo in ogni caso trattando di pura teoria.
Procediamo quindi nel ragionamento.

In una guerra puramente convenzionale: la NATO vincerebbe quasi certamente.
Secondo un vecchio adagio, se entrassero nella equazione le armi nucleari, nessuno vincerebbe e l'Europa potrebbe cessare di esistere così come la conosciamo.
Stessa sorte avrebbe la Russia, molto probabilmente per prima.

La NATO non è composta di ribelli o milizie male armate: è costituita dalle Forze Armate convenzionali più potenti, meglio addestrate e meglio equipaggiate della storia.
Allo stesso tempo, la Russia possiede Forze Armate molto numerose, teoricamente possiede armamento nucleare efficiente e è disposta a sopportare orribili perdite umane a materiali per raggiungere i suoi obiettivi.

Una guerra diretta sarebbe catastroficamente costosa, ed è esattamente per questo che in Occidente si sta ancora facendo ogni sforzo per impedire che accada.
A dare ascolto alla retorica russa, altrettanta aspirazione al risparmio, che conduce alla pace, in Russia non esiste.
In effetti, la Russia conta che l'Occidente abbia il buon senso che manca a se stessa, e di ottenere dei vantaggi gratuiti sotto forma di concessioni.