23 novembre 2025

Pressione americana sull'Ucraina.

Russi e americani hanno elaborato un nuovo piano di pace, che è essenzialmente un ultimatum che prevede la capitolazione dell'Ucraina e altro.
Si è appreso che il piano sarebbe stato redatto dall'emissario russo Dimitriev, che lo ha consegnato all'emissario USA Witcoff, il quale, diligente come un commesso, lo ha consegnato alla Casa Bianca.
Un giornale americano ne ha ottenuta una copia, o un sunto, e subito si è scatenata la solita bufera di dichiarazioni, dietrologia e quanto altro.
Trump non vedeva l'ora...
In Ucraina e in Europa hanno presto cominciato a susseguirsi dichiarazioni e incredulità, da parte dell'uno o dell'altro esponente politico.
Soprattutto, la media delle voci ucraine diceva a Zelensky: "Non ci devi nemmeno pensare!".
Subito dopo il recente scandalo di corruzione che ha coivolto persone a lui "molto vicine", il Presidente non può permettersi passi falsi.
Realisticamente, gli americani possono esercitare pressione su due aree in cui forniscono assistenza all'Ucraina: informazioni di intelligence e vendita di armi.

Gli stessi ucraini, per mantenere gli Stati Uniti nella coalizione hanno spesso deliberatamente esagerato l'importanza della intelligence USA negli ultimi sei mesi.
Correttamente valutata, per l'Ucraina l'importanza delle informazioni di intelligence è in qualche modo sopravvalutata, esse sono utili principalmente per il preallarme degli attacchi aerei russi, per aggirare i sistemi di difesa aerea russi e dare loro la caccia.
Tuttavia, l'Ucraina è in grado di combattere anche senza di esse, anche perchè l'Ucraina ha comunque accesso a altri canali di intelligence e a certe reti satelllitari.
Oltre che a una propria rete e a quella dei volontari internazionali.
L'Ucraina ha molti più occhi e orecchie di quanto molti vogliano ammettere.

Quello della vendita di armi americane è un fattore più importante: ora queste vengono effettuate attraverso l'iniziativa PURL, in cui gli ucraini stabiliscono la priorità per i tipi di armi necessarie e gli europei acquistano dagli americani di conseguenza.
Questa iniziativa è stata vista come una vittoria per tutti: gli ucraini avrebbero ottenuto armi, gli americani avrebbero ottenuto denaro e gli europei avrebbero mantenuto gli Stati Uniti impegnati nella difesa dell'Europa attraverso interessi commerciali.
Se Trump si ritirasse dall'iniziativa PURL, potrebbe subire conseguenze politiche, perchè, come si dice, "pacta sunt servanda": i contratti vanno rispettati.
A livello internazionale, rinnegare accordi di cui si è parte fondamentale non sarebbe esattamente un bel segnale...
A prescindere da questo, di fatto, gli USA costringerebbero le aziende della Difesa USA a rinunciare a profitti certi solo per aiutare la Russia a vincere la guerra.
Questo causerebbe un profondo risentimento in America e altrove.

Alcuni commentatori osservano che il piano di pace proposto è svantaggioso per la Russia, in quanto non raggiungerebbe tutti gli obiettivi dichiarati della SVO.
Alcuni di questi non sono oggettivamente raggiungibili e al Cremlino ne sono consapevoli.
Ma al Cremlino ritengono che questo piano sia molto più svantaggioso per l'Ucraina: se adottato le causerebbe una profonda crisi politica interna e se respinto danneggerebbe le relazioni dell'Ucraina con gli Stati Uniti.

Il piano è davvero svantaggioso per l'Ucraina: comporterebbe la perdita di territorio, la perdita di una parte di sovranità, la perdita della prospettiva di consegnare alla giustizia i criminali di guerra e molto altro.
Le "garanzie di sicurezza" contenute nel piano non sono affatto definite e nulla impedirebbe ai russi di ottenere una tregua utile a preparare una provocazione "false flag" che le darebbe una comoda opportunità per riprendere la guerra.

La sera stessa Zelensky ha registrato un discorso in cui ha affermato che l'Ucraina si trova di fronte a una scelta: perdere la propria dignità o perdere un partner importante.
Almeno.
La dichiarazione del Presidente ucraino è il primo passo per attutire il colpo americano e gettare le basi per il rifiuto dei termini ultimativi del "piano di pace" e per avviare un ulteriore lavoro diplomatico volto a porre rimedio alla situazione.

Questa situazione offre anche una lezione alla diplomazia europea e ucraina.
Finora, ucraini ed europei hanno cercato di convincere Trump che la Russia è un ostacolo alla pace, mentre i russi hanno cercato di convincere, e ci sono finore sempre riusciti, almeno temporaneamente, che l'Ucraina e l'Europa sono gli ostacoli alla interruzione del conflitto.
A Trump non interessa affatto cosa accade in Ucraina, tuttavia, che si combatta, e come, dopo che lui ha a piuù riprese e in più occasioni promesso di risolvere questa faccenda, non riuscirci non fa bene alla sua immagine.
Più di qualcuno sostiene che al Cremlino abbiano informazioni pericolose per lui, e questo sarebbe il motivo per cui questa Amministrazione USA è così "bendisposta" con la Federazione Russa, mentre quest al momento ottiene stima e rispetto solo da dittatori e stati paria.
Con il lancio dell'iniziativa PURL e le nuove sanzioni americane contro la Russia, sembrava che ucraini ed europei fossero riusciti a portare gli USA su una traiettoria più consona alla immagine che gi USA hanno creato di se nel Secondo dopoguerra.

Forse l'Ucraina e l'Europa dovrebbero ora adottare una linea diplomatica più diretta e franca, in modo che i loro interessi vengano presi più seriamente.
C'è poco da fare affidamento su "questi" USA.