17 aprile 2026
La strategia russa che in Occidente ritenevano superata
Per trent'anni, i corridoi dei Quartieri Generali occidentali sono stati pervasi da un'unica, affascinante visione: la "Rivoluzione negli Affari Militari".
L'idea era semplice, elegante e, come si è poi rivelato, pericolosamente errata.
Si credeva che la guerra moderna si fosse evoluta, lasciandosi alle spalle le sanguinose e faticose battaglie industriali del XX secolo.
In questa nuova era, il "Dominio dell'Informazione" avrebbe permesso a un comandante in un posto comando in una località remota di smantellare una divisione nemica con una manciata di "eccellenti" munizioni di precisione.
La guerra doveva essere pulita, veloce, digitale.
Ma mentre osserviamo la terra bruciata dell'Europa orientale nel 2026, il sogno digitale si è scontrato con una realtà vecchia di cento anni.
Nonostante le iniziali difficoltà logistiche e le sue goffe strutture di comando, l'esercito russo è tornato a una strategia che l'Occidente ha deriso definendola "primitiva": l'usura industriale.
Si pensava che la Russia fosse rimasta bloccata al 1945.
Quello che analisti, think tank e "esperti" non avevano capito è che in un conflitto ad alta intensità tra potenze di pari livello, il punto di arrivo è esattamente il 1945.
Il complesso militare-industriale occidentale si basa sul principio di "Riccioli d'oro": si costruiscono armi "perfette", incredibilmente efficienti, incredibilmente costose e prodotte in quantità estremamente limitate.
E' stato dato per scontato che, poiché un singolo razzo HiMARS può colpire un deposito di carburante da 80 chilometri di distanza, non siano più necessari 10mila proietti di artiglieria "non guidati".
E' il mito della precisione.
La precisione è un moltiplicatore della forza, non la sostituisce.
Nelle fasi iniziali del conflitto in Ucraina, in Occidente osservavano fra il compiaciuto e l'incredulo le colonne russe falciate dai missili NLAW e dai Javelin.
Nel caso del compiacimento, la narrazione era consolidata: "Il carro armato è morto.
La massa è obsoleta.
Il singolo soldato con un'arma intelligente è il re del combattimento".
Nel caso della incredulità, mancava improvvisamente la terra sotto i piedi a chi riteneva impossibile che le capacità di combattimento russe, il livello addestrativo delle unità russe, comprese quelle di "elite" e le capacità strategiche, tattiche e di comando degli ufficali russi fossero così scadenti.
Ma poi, i russi hanno fatto qualcosa che i teorici della "guerra intelligente" non si aspettavano: si sono trincerati.
In parte lo hanno fatto utilizzando le fortificazioni perdute dagli ucraini, in parte dentro linee che hanno costruito loro.
I russi hanno posato campi minati così densi da essere visibili dallo spazio.
Hanno trasformarono il Donbas in un paesaggio lunare di crateri e di mucchi di macerie.
I russi hanno smesso di cercare di essere "intelligenti" e hanno iniziato a essere "pesanti".
Arrivato il 2025, l'Occidente si è reso conto di avere un problema matematico: se la Russia spara 20mila proietti di artiglieria al giorno e l'Occidente può fornirne all'Ucraina solo 2000, non importa quanto "intelligenti" siano questi 2000 proietti.
Alla fine, l'enorme quantità di ferro "ignorante" farà crollare il fronte.
La geografia è un boia silenzioso: è destino.
Non si può "attaccare ciberneticamente" una palude, non si può "sconvolgere" una catena montuosa con un tweet.
La "guerra di manovra" occidentale si basa sulla velocità.
Ma la geografia dell'Europa orientale, la stagione del fango e le vaste pianure piatte e prive di alberi sono una trappola per eserciti veloci e tecnologicamente avanzati.
Quando un carro armato Leopard da 10 milioni di dollari si impantana nel fango, diventa un bersaglio immobile per un drone da 500 dollari che trasporta una granata di epoca sovietica.
La Russia conosce bene questa geografia perché ci vive da un millennio.
Gli analisti occidentali hanno deriso la Linea Surovikin, la strategia "obsoleta" di difesa in profondità.
E' un approccio "medievale".
.
.
Eppure, quelle trincee "medievali", rinforzate da milioni di mine antiuomo in plastica, quasi impossibili da rilevare con i sensori, si sono dimostrate la tecnologia militare più efficace degli anni 2020.
Secondo la dottrina militare occidentale, le manovre ad alta tecnologia richiedono la "superiorità aerea".
In Ucraina, nel 2026, nessuna delle due parti ce l'ha, perché il terreno è talmente saturo di sistemi missilistici "obsoleti" S-300 e S-400 che far volare un F-35 da 100 milioni di dollari sul fronte è una missione suicida.
Togliendo gli aerei, rimangono due gruppi di uomini dentro buche nel terreno, che si lanciano pietre a vicenda.
Solo che ora le pietre sono proiettili esplosivi da 155 mm.
La verità più scomoda per il "moderno" Occidente, è che ha dimenticato come si costruiscono le cose.
Durante la Guerra Fredda, avevamo l'"Arsenale della Democrazia".
Avevamo fabbriche in grado di passare dalla produzione di automobili a quella di carri armati in un fine settimana.
Oggi disponiamo di catene di approvvigionamento "Just-in-Time".
Costruiamo missili "squisiti" che richiedono chip specializzati da Taiwan, gas neon dall'Ucraina e minerali e terre rare dalla Cina.
La Russia, al contrario, non ha mai smesso di essere un dinosauro industriale.
Le sue fabbriche possono essere "obsolete", i suoi torni possono risalire agli anni '70, ma sono internalizzati.
In termini di produzione militare, la Russia produce più acciaio, più esplosivi e più circuiti di base di tutta l'Unione Europea messa insieme.
A metà del 2026, la Russia è riuscita ad aumentare la produzione fino a quasi 4,5 milioni di munizioni all'anno, mentre, nonostante investimenti "urgenti", Stati Uniti ed Europa faticano a raggiungere un totale di 2 milioni di munizioni.
Molti pensava che la Russia avrebbe esaurito i missili nel 2022.
Non è successo.
I russi hanno semplicemente smesso di usare missili costosi contro obiettivi di basso valore e hanno iniziato a utilizzando bombe "non guidate" con "kit di planata".
Hanno dotato "obsolete" bombe da aereo di accessori alari economici, brutti e devastantemente efficaci, trasformando le bombe a caduta libera degli anni '50 in armi a lungo raggio.
Non siamo ancora a "intelligente", ma è "abbastanza intelligente".
Per comprendere la strategia russa, bisogna guardare alla piramide demografica: la Russia è una nazione morente, il tasso di natalità è crollato e la popolazione maschile giovane sta diminuendo vertiginosamente.
Un generale occidentale osserva la situazione e pensa: "Non possono permettersi di perdere 1200 uomini al giorno. Si fermeranno".
Sta avvenendo l'esatto opposto.
La Russia sa che la sua popolazione sta crollando e il Cremlino vede questa come la sua ultima opportunità: se non mettono in sicurezza i confini ora, tra dieci anni non avranno abbastanza giovani uomini per presidiare le Federazione, o quello che di essa sopravviverà allora.
Pertanto, i russi sono disposti a impegnarsi in una guerra "da tritacarne" che in Occidente sarebbe politicamente impossibile.
La strategia "obsoleta" di utilizzare ondate umane per individuare le posizioni di tiro nemiche è barbara, certo.
È uno spreco, certo.
Ma se si dispone di più "risorse umane" di quante "munizioni" abbia il proprio vicino, è una strategia che porta alla vittoria.
La dottrina occidentale si basa sulla "Protezione delle Forze": mantenere in vita i soldati.
La dottrina russa si basa sulla "Sopravvivenza dello Stato": mantenere in vita l'Impero, a prescindere da quanto questo possa costare in termini di vite umane.
Usare una logica "moderna", culturale e illuminata di avversione alle perdite per prevedere il comportamento di uno Stato che considera i propri cittadini come combustibile per una fornace geopolitica è sbagliato.
E' sempre sbagliato valutare situazioni geopolitiche e sociali diverse dalle nostre impiegando i nostri parametri e non quelli locali.
I droni sono alta tecnologia a basso costo e sono l'unico elemento "moderno" della strategia russa, ma non si tratta dei droni Global Hawk da 20 milioni di dollari che piacciono in Occidente.
Si tratta del drone FPV (First Person View) da 400 dollari: queste sono armi "usa e getta".
Il cielo sopra il Donbas ne è pieno.
Questo ha creato un "paradosso della trasparenza".
Poiché i droni vedono tutto, non è possibile ammassare carri armati per una grande svolta "moderna".
Spostando automobili, autocarri, veicoli blindati e carri armati, si viene individuati da un drone e in pochissimo tempo una batteria di artiglieria "obsoleta" a 30 chilometri di distanza invia il suo "benvenuto".
Il drone, l'apice della tecnologia moderna per hobbisti, ha riportato la guerra agli anni '10 del Novecento.
La Prima Guerra mondiale.
Il drone ha reso impossibile la velocità e ha reso la trincea l'unico posto sicuro.
Ha convalidato la convinzione "obsoleta" russa che l'unico modo per conquistare terreno sia prima radere tutto al suolo con l'artiglieria e poi inviare la fanteria.
E' la lezione da trarre per la prossima guerra, che potrebbe scoppiare fra pochi mesi.
L'Occidente sta attualmente attraversando un doloroso "reset".
Il bilancio della difesa per il 2026 sta finalmente riflettendo la realtà che abbiamo bisogno di massa, di ferro e di fabbriche più di quanto abbiamo bisogno di "concept art" per caccia di sesta generazione.
La Russia non combatte perché la sua tecnologia è superiore.
Sta combattendo una "guerra di logoramento" perché ha accettato che la guerra è una catastrofe caotica, industriale e ad alto volume.
Ha abbracciato l'"obsoleto", mentre l'Occidente inseguiva l'"ossessivo".
Il "mito contro la realtà" si riassume in questo:
- il mito: la tecnologia rende la guerra breve e incruenta.
- la realtà: la tecnologia rende la guerra trasparente, il che la rende lenta, il che la trasforma in una maratona industriale.
In uno scontro tra un esercito "intelligente" e un esercito "grande", l'esercito "intelligente" deve vincere velocemente.
Se non ci riesce, l'esercito "grande" troverà prima o poi un modo per fare scorrere i titoli di coda.
La Russia sta attualmente cercando di spegnere le luci dell'intera architettura di sicurezza occidentale, usando solo la logica degli anni '40 e i droni del 2026.
E in Occidente lo stanno finalmente capendo: non si può ignorare il passato quando il passato ti sta sparando addosso.