27 maggio 2026

Ocheretine e il Generale

Per motivi che non è il caso di descrivere qui, un tempo ho avuto a che fare con un Generale.
Io ho spesso a che fare con militari, anche di grado elevato.
Torniamo, però, a lui.
Carriera di un certo tipo, missioni qui e missioni là.
Fino a quando il ruolo a cui ambiva è stato dato a un altro: la cosa ha un preciso nome gergale.

Una vita esercitando funzioni di comando non si cancella in un attimo: anche da borghese gli è rimasta quella impostazione.
Lui ha sempre ragione, gli altri devono capire...

Quando la Russia ha invaso la Crimea e poi l'Ucraina, gli ho illustrato la mia conoscenza "in prima persona" sia della Russia che dell'Ucraina, che prima ignorava.
Gli ho spiegato che un certo numero di relazioni personali mi metteva a disposizione informazioni dalle quali si evinceva che quanto veniva diffuso in merito a quella guerra dai media erano molto spesso bestialità e imprecisioni.
Ho ipotizzato che potessero essergli utili le informazioni a mia disposizione, i fatti.

Gli ho anche fornito altri materiali informativi e suggerito alcuni servizi cartografici online per "vedere" cosa stava accadendo e dove, incluso il link del servizio cartografico utilizzato dalla maggior parte dei media "seri" e, allora, persino da unità militari ucraine.

Da lì in poi ho lasciato che "facesse da solo", non avendo alcun interesse a partecipare ai suoi errori, né a "imparare" le sue lezioni.

Alla fine, la cosa è molto semplice: i fatti accaduti sono questi, la cartografia di riferimento è questa, elabori Lei i ragionamenti.

Si tratta di informazioni ufficiali, la precisione è quella della via e del numero civico.

Negazione dei fatti dopo negazione dei fatti, una volta dopo l'altra, prossimo a perdere la pazienza, in qualche circostanza ho "messo i puntini sulle I".
Due di questi casi sono emblematici.
Li descrivo.

Primo caso: la Flotta del Mar Nero

Lui: "La Flotta russa del Mar Nero è uno strumento militare formidabile".
Io: "La Flotta del Mar Nero è talmente formidabile che si è fatta affondare la nave ammiraglia Moskva da chi una Marina convenzionale non l'ha mai potuta schierare; sarà sfrattata da Sebastopoli e, se non farà attenzione, sarà sfrattata anche dal Mar Nero".

Come è andata?
L'Ucraina ha distrutto il Comando della Flotta a Sebastopoli, ha colpito e affondato diverse navi in sequenza, ha colpito e danneggiato, a volte gravemente, strutture di supporto e banchine.
Tanto che la Flotta si è trasferita a Novorossijsk, sulla sponda est del Mar Nero (lo sfratto da Sebastopoli).
Gli attacchi ucraini sono proseguiti e proseguono, e quella Flotta è oggi costretta a ruoli di assoluta insignificanza (lo sfratto dal Mar Nero arriverà...)

Però non era la prima volta che il nostro litigava con la realtà.

Secondo caso: la topografia di Ocheretine

Siamo quindi al secondo dei due casi emblematici.
Un po' mi dispiacevano le figure barbine che faceva, ma un giorno lui ha superato il limite e da allora in poi ho smesso di regalargli quelle informazioni per cui altri mi ringraziano.

L'ultima volta che gli ho scritto è stato quando i russi si sono bloccati a Ocheretine, nella regione di Donetsk.
Insediamento dopo insediamento, i russi stavano cadendo nella trappola ucraina: decimazione delle truppe in cambio di risibili guadagni territoriali.
Lui ha affermato che i russi sarebbero andati oltre Ocheretine nell'immediato.
Ho pensato: "Ti regalo le informazioni, ti piacciano o non ti piacciono, non è importante. Ma ti ho dato anche la cartografia. Sei talmente pieno di te da prescinderne?".

Torniamo quindi ai russi che arrivano a Ocheretine, provenienti da sud-est: siamo ad aprile del 2024.

A ovest di Ocheretine c'è un rilievo che ha direzione quasi verticale, nord-sud.
Quel rilievo era ovviamente presente nel materiale cartografico che gli ho fornito: la mappa era cliccabile e poteva essere ingrandita con lo zoom.
I russi sono riusciti ad approcciare Ocheretine lungo la linea ferroviaria che corre su una cresta, sfruttando una rotazione di truppe ucraine andata male.
Oltre il centro abitato di Ocheretine, però, i russi si sarebbero trovati con gli ucraini attestati in una zona boscosa e sopraelevata.
Una replica della situazione degli italiani nelle battaglie dell'Isonzo della Prima Guerra Mondiale.

Il paragone storico è da brividi: le battaglie dell'Isonzo sono state una serie di carneficine incredibili.
La definizione ha tuttavia una precisione chirurgica.
Mandare uomini all'assalto frontale venendo dal basso, contro un nemico attestato su un rilievo montuoso o collinare e protetto dalla vegetazione, è la ricetta per un macello immane che la storia europea ha già pagato a carissimo prezzo.

Una volta a Ocheretine, i russi si sono scontrati con la realtà topografica:

- L'altimetria: per i russi, muoversi verso ovest significava dover salire verso la catena di rilievi successiva, dove gli ucraini avevano il vantaggio della quota, che garantiva osservazione, tiro utile e posizioni difensive dominanti.
- La copertura boscosa: nell'era dei droni FPV che vedono ogni singolo movimento, avanzare allo scoperto contro una zona boscosa fortificata significa mandare la fanteria e i blindati al macello.

Sostenere che i russi avrebbero superato Ocheretine "in due giorni" è stata quindi un'affermazione molto superficiale.
Infatti, i russi ci hanno messo due mesi a superare quell'insediamento, e non l'hanno mediante uno sfondamento frontale, ma con un lento, sanguinoso e costosissimo attrito sui fianchi per aggirare la posizione.
A farlo frontalmente, sarebbero ancora lì.

La dottrina contro il terreno

Quel dialogo ha evidenziato la differenza tra l'astrazione della sua dottrina e la realtà del terreno.
La parte più surreale del racconto è che gli avevo fornito io stesso il materiale cartografico dettagliato, digitale e zoomabile: lui doveva solo fare un clic su uno schermo per vedere le curve di livello.

Esprimere tanta sicurezza incurante della mappa è, come minimo, poco professionale.
Una volta tanto, la realtà fisica del terreno contraddiceva la sua narrazione ideologica ("I russi sono inarrestabili, l'Ucraina è al collasso").
In quel momento, lui ha deciso di ignorare la geografia.
Ma in guerra la geografia ha sempre l'ultima parola, e lui dovrebbe saperlo.

Lui ha pianificato le operazioni in questo modo anche quando era in servizio?
Se un Generale sostituisce l'analisi delle curve di livello con il "wishful thinking", il pio desiderio geopolitico, allora mette a rischio la vita di chi è sotto il suo comando.
La pianificazione militare si basa sui dati rigidi: terreno, logistica, meteo, capacità del nemico.

Il silenzio è l'unica risposta dignitosa.

Uno potrebbe anche fregarsene dell'incapacità di questo o quel Generale, di questo o quello "esperto".
Il fatto è che le stupidaggini che queste persone affermano ispirano la politica di Difesa e Sicurezza, la politica internazionale e la diplomazia; dettano i principi dottrinali.
Se loro fossero dei geni, staremmo tutti a bocca aperta ad ascoltarli, invece di farci venire il sangue amaro per quanto meglio potrebbero andare le cose.
Se loro non sono il problema, allora ne sono una parte cospicua.