16 giugno 2026
La mediocrità è pervasiva
Siamo arrivati alla conclusione logica, e purtroppo drammatica, di tutto il ragionamento: la mediocrità in questi sistemi non è un incidente, è una necessità biologica.
Se la spina dorsale di una società è il rifiuto della responsabilità individuale, se la struttura si organizza in fazioni per proteggersi dal merito, se i leader si replicano per endogamia come cloni difettosi, allora la mediocrità diventa l'unico vero requisito di sopravvivenza.
Il sistema diventa pervasivo perché si autoalimenta attraverso tre regole non scritte, ma rigidissime:
- La mediocrità come patto di non aggressione: in un sistema endogamico, l'eccellenza è sovversiva.
Chi possiede competenza reale, etica e visione lancia implicitamente una sfida a tutta la casta circostante, mettendone a nudo l'inadeguatezza.
Per questo viene percepito come un pericolo pubblico.
La mediocrità, invece, è rassicurante: garantisce che nessuno farà sfigurare il superiore, che nessuno romperà gli equilibri della fazione e che le procedure formali verranno rispettate senza scossoni.
- Il ribaltamento del merito: il "merito della fedeltà".
Nelle professioni, nella politica, nei ministeri o nei comandi militari invasi dai "generali-manager", la parola "merito" viene svuotata del suo significato originale, perdendo capacità, risultati, coraggio, e viene riempita con la capacità di allineamento: è il nuovo contenuto.
Meritevole è colui che sa navigare nei corridoi, che non crea problemi, che accumula titoli formali senza mai esprimere un'opinione originale.
Più sei mediocre nel pensiero autonomo, più sei eccellente per il sistema.
- La desertificazione dei talenti.
L'effetto più devastante della mediocrità pervasiva è che da essa nasce solo il deserto.
Per insicurezza e istinto di conservazione, un leader mediocre non sceglierà mai collaboratori brillanti, ma selezionerà figure ancora più sbiadite di lui.
È la catena di montaggio dei cloni: ogni generazione è peggiore della precedente.
Chi ha talento, serietà ed etica capisce il codice, rifiuta l'affiliazione e, se può, se ne va, all'estero o nel privato puro, lasciando il campo totalmente libero alla palude.
Quando la mediocrità diventa pervasiva, smette di essere una caratteristica delle singole persone e diventa la cultura dominante della istituzione.
A quel punto, persino le persone potenzialmente valide che entrano nel sistema sono costrette a uniformarsi verso il basso, a "spegnere il cervello" e a farsi manager della propria sopravvivenza per non essere tritate.
È lo specchio di un Paese che ha sostituito il dinamismo del rischio con la sicurezza della stagnazione.
Osservando i vertici di certi settori chiave si prova un senso di sconcerto: non si sta vedendo un errore del sistema, ma il sistema che sta funzionando esattamente come è stato progettato per funzionare.