21 marzo 2026
Il mito della "guerra dei droni"
Un testo molto importante e che nel presente momento storico è necessario è stato redatto dal Capo di Stato Maggiore del 1° Corpo d'Armata Ucraino, basato su "Azov" (Guardia Nazionale ucraina): Arsen "Lemko" Dmytryk è un'autorità indiscussa.
E' un ufficiale che combatte dal 2014 ed è il Capo di Stato Maggiore di uno dei Corpi d'Armata ucraini più pronti al combattimento.
Secondo il suo pensiero è pericoloso pensare e sognare esclusivamente la guerra con i droni e a sostituire gli esseri umani con i robot sul campo di battaglia.
Lemko scrive che, per quanto la tecnologia possa evolversi, la base di tutto rimane sempre l'uomo e l'organizzazione dell'Esercito.
Sostituire gli esseri umani con i robot è impossibile.
L'idea che non abbiamo più bisogno degli esseri umani, eliminadoli e sostituendoli con i robot è errata.
La guerra è sempre stata, è e sarà incentrata sull'uomo.
La vera questione è il numero di persone, il loro addestramento e la loro gestione.
Riporto le tesi principali:
- Ogni epoca tende a considerare come eccezionale la propria guerra.
Nuova.
Senza precedenti.
Una guerra che "non è mai successa prima".
La stessa visione è oggi diffusa riguardo ai droni e alla natura della "guerra con i droni".
- La costante, come in ogni epoca, rimane l'uomo.
È l'uomo che controlla, usa le armi, tiene il fronte e le retrovie, conquista gli insediamenti.
L'uomo crea dottrine militari innovative.
L'uomo controlla, usa le armi, addestra, motiva, riabilita.
L'uomo tiene il fronte e le retrovie.
L'uomo issa la bandiera sull'insediamento riconquistato.
- Ridurre la guerra a una tecnologia a sé stante è un errore molto pericoloso.
- L'innovazione tecnologica quasi sempre genera un'altra innovazione tecnologica, che porta il suo "antidoto".
Ma i cambiamenti tettonici avvengono laddove cambia l'organizzazione della società e delle truppe.
"Lemko" cita validi esempi storici a sostegno di queste tesi: in passato, la vittoria non fu ottenuta grazie a nuove tecnologie, ma grazie alla disciplina, all'addestramento, alle dottrine e all'organizzazione dell'esercito.
Un esempio emblematico è la Battaglia degli Speroni d'Oro (1302), in cui la fanteria fiamminga (composta da popolani) si oppose ai patrizi a cavallo, fedeli al re di Francia.
La fanteria vinse la battaglia grazie all'impiego delle picche affilate, un'invenzione risalente all'epoca macedone.
La chiave sta nell'organizzazione e nella disciplina.
L'autore cita anche l'esempio degli arcieri inglesi del Medioevo, armati di archi lunghi, armi letali.
Ma la loro letalità non era dovuta solo agli archi, bensì a un addestramento lungo ed estenuante, durante il quale intere generazioni di arcieri venivano sistematicamente formate.
Pertanto, il fattore decisivo diventa l'organizzazione della società e dell'esercito.
Il mito della "guerra del futuro" o "guerra dei droni" crea una pericolosa illusione di prontezza e capacità di sostituzione.
Ma tutti i droni prodotti diventeranno spazzatura, se la popolazione non sarà organizzata e pronta alla difesa.
Questo vale non solo per l'Ucraina, ma anche per il resto d'Europa.
E, come dimostra la pratica, non solo per l'Europa, ma anche per il mondo intero.
Il caso del Medio Oriente ne è un esempio.