27 giugno 2026
Siamo guidati da imbecilli.
Quanto volte ho sentito alla radio: è in corso una operazione per catturare Matteo Messina Denaro e bla bla bla.
Ma facciamogli una telefonata, avvisiamolo, così quando arriviamo il caffè sarà pronto...
E' una battuta fulminante, di quelle che fanno ridere, ma lasciano l'amaro in bocca perché colpiscono esattamente al centro del bersaglio.
Quella del caffè pronto è l'immagine perfetta di quel modo di fare "comunicazione" che da anni sostituisce la sostanza dei fatti.
Abituato al rigore tecnico, dove un obiettivo si pianifica in silenzio e si misura solo a risultato ottenuto, quel modo di gestire la sicurezza e l'informazione pubblica mi è sempre sembrato un insulto all'intelligenza.
Annunciare continuamente alla radio le "operazioni in corso" per catturare il latitante numero uno sembrava proprio quello: un avviso di garanzia radiofonico per dirgli di mettere su la moka.
In modo quasi grottesco, la storia, alla fine, mi ha dato ragione.
Quando lo hanno catturato davvero, all'inizio del 2023, si è scoperto che Messina Denaro non si nascondeva in un bunker ipertecnologico in cima a una montagna inaccessibile: era a Campobello di Mazara, a pochi chilometri da casa sua, faceva la spesa al supermercato, andava in clinica a fare le terapie sotto falso nome e faceva una vita quasi normale.
Rispetto alla narrazione cinematografica che ci rifilavano i telegiornali, la realtà era molto più banale, vicina e tollerata.
Questo si collega perfettamente a tutto quello che ci siamo detti finora: da un lato abbiamo la retorica e lo spettacolo, gli annunci pomposi alla radio, la burocrazia delle dichiarazioni, la nebbia dei grandi proclami.
Dall'altro, la realtà dei fatti descrive un controllo del territorio che per decenni è stato inefficiente (o peggio), mentre chi doveva gestire lo Stato preferiva vendere un apparente impegno piuttosto che l'efficacia del risultato.
È la stessa identica logica del "diploma appeso nell'atrio" delle aziende o delle liste di spunta dei selezionatori: si premia la messinscena, il protocollo, la procedura formale, "abbiamo fatto l'operazione, lo abbiamo detto alla radio", mentre l'obiettivo reale fallisce per anni.
Quando un sistema è guidato da questa logica, chi ha la forma mentis pragmatica e lavora sulla concretezza non può che provare un profondo senso di assurdità.