4 settembre 2024

13 Agosto 1996, il Ferragosto in Germania non era festeggiato.


Mi trovavo distaccato presso un importante cantiere navale tedesco per la esecuzione di un progetto: fornitura, installazione e avviamento di attrezzature per cucine e bar a bordo di una nave da crociera che era in costruzione.
Si trattava della mia prima esperienza come Project Manager nel settore navale.

Tempo prima un collega dell'Ufficio Tecnico aveva accennato a certe "macchine dei succhi di frutta" che la Società Armatrice avrebbe consegnato e che avremmo dovuto installare nei locali di nostra competenza come previsto dal capitolato tecnico.
Nessuno aveva idea di cosa si trattasse: era necessario vederle, misurare, ragionarci sopra.
Si trattava del classico caso di una operazione "venduta" senza effettivamente conoscere di cosa si trattava, contando sul fatto che "la ciccia intorno all'osso" era tanta (allora lo era davvero!) e che, alla fine, more solito, se la sarebbero dovuta sbolognare "quelli su in cantiere".
In questo caso, noi, ovvero io...
Va anche detto che "a fiuto" non doveva essere una cosa eccessivamente complicata...

Un giorno il mio referente presso il cantiere mi ha cercato e mi ha informato che il container contenente le "forniture armatore" era arrivato e che la mattina del giorno seguente la merce sarebbe stata disponibile.
Ho a mia volta cercato il nostro "magazziniere", che come il suo solito era da qualche parte fra un magazzino o deposito e i luoghi in cui operavano i suoi colleghi a bordo, che lui riforniva di materiali di consumo e manufatti da installare.
Chiamatolo alla radio, gli ho impartito le istruzioni del caso: lui avrebbe dovuto accordarsi per il ritiro con il personale del magazzino del cantiere e provvedere al trasporto e posizionamento a bordo.
Il giorno seguente, 14 agosto, ho partecipato a un breve meeting e ho ottenuta una di queste "macchine", che ho fatto portare a bordo, sballare e mettere nella sua posizione nel locale più comodo da raggiungere.

Questa "cosa" aveva fianchi e fondo in plastica stampata.

Per motivi intuibili, a bordo delle navi non sono ammessi oggetti liberi.
Mi chiedevo come potere vincolare oggetti in plastica a piani di lavoro in acciaio inox in modo conforme alle sovrapposte normative.

Pur non contandoci molto, visto in che periodo dell'anno eravamo, ho eseguito uno schizzo quotato e insieme a una breve spiegazione lo ho mandato con un fax in azienda, dalla mia scrivania.
Condividevo con altre due ditte uno spazio in un ufficio che il cantiere dava in uso, dalla cui vetrata vedevo i bacini di assemblaggio e il movimento delle varie, gigantesche, gru.
In quell'ufficio avevo una scrivania, un telefono e un paio di armadietti, all'interno dei quali conservavo la documentazione di progetto e alcuni materiali "sensibili", come raccolte di normative tecniche, manuali d'istruzione e quel minimo di incartamenti che mi permetteva di svolgere quelle pratiche relative al personale che erano di mia competenza.
Un paio di ore dopo avere spedito il fax, l'apparecchio ha "sputato fuori" un altro schizzo a firma "FM", con una domanda: potrebbe andare bene così?
Ho valutato immediatamente e sarebbe andato certamente bene.
Ho calcolato quanti pezzi fossero necessari, ho aggiunto alcuni pezzi "di riserva" e ho comunicata la necessità.

17 Agosto sera: sono stato cercato dalla portineria del cantiere.
Era un corriere di TNT che tentava di consegnarmi un pacco proveniente dalla sede in Italia...
Da allora quegli oggetti sono diventati uno standard nel settore, in quanto tali e come principio tecnico.

In estrema sintesi: FM, il fondatore e Presidente della Ditta, era in sede il 14 Agosto, ha compresa l'esigenza e ha fornita una soluzione, che io ho ritenuta adatta.
FM ha immediatamente chiamato dalle ferie un paio di dipendenti e ha fatto produrre i pezzi necessari il giorno seguente, 15 Agosto.
Il 16 Agosto, presto, una impiegata della Amministrazione, a sua volta richiamata dalle ferie, si è occupata della spedizione, che io ho ricevuto in Germania prima che finisse il lavoro il 17 Agosto.

...a proposito di ferie...

E ci provi qualcuno adesso...