6 luglio 2026
Dumont
Rapporto di Sintesi: demolizione dello stabilimento "Dumont"
- Luogo: Magnano in Riviera (Udine)
- Data: fine maggio 1987
- Unità impegnata: Compagnia Genio Guastatori della Brigata Alpina "Julia"
- Obiettivo civico: abbattimento dell'ex stabilimento industriale "Dumont" per conto dell'amministrazione locale, al fine di liberare l'area destinata alla costruzione di un nuovo centro sportivo.
1. Il contesto addestrativo e il confronto con la dottrina standard
- Inquadramento dell'attività: l'intervento reale sul fabbricato industriale sostituisce la consueta prova valutativa di fine addestramento di specialità per il Plotone Guastatori.
- Prassi ordinaria sulle infrastrutture della SS13 Pontebbana: la demolizione dei ponti della Val Fella prevedeva l'uso di camere da mina preformate o ceste metalliche sottostanti agli archi di sostegno del piano stradale, già dimensionate per accogliere dosi di TNT regolamentari da tabella.
In quel contesto l'addestramento valutativo puntava sull'esecuzione del circuito d'innesco, sulla celerità tattica e sul ripiegamento rapido, con la consapevolezza implicita che il nucleo di detonazione, spesso composto da un graduato e un paio di guastatori, si trovava in posizione "a perdere".
- L'opportunità: la richiesta del Comune di Magnano in Riviera ha permesso di trasformare la prova finale del ciclo addestrativo di un Plotone Guastatori da semplice simulazione sulle predisposizioni dei manufatti stradali a un intervento reale di ingegneria civile su un edificio privo di predisposizioni strutturali.
2. Il vincolo di sicurezza e la nuova tecnica
- Inapplicabilità dei manuali: l'applicazione delle quantità di esplosivo secondo le "Tabelle dell'Arma del Genio" avrebbe imposto un quantitativo di TNT calcolato per la massima celerità e sicurezza di distruzione bellica, la cui onda d'urto avrebbe richiesto un raggio di evacuazione tanto ampio da comprendere buona parte del centro abitato di Udine e la temporanea interruzione del traffico lungo la cruciale linea ferroviaria Udine-Confine di Stato.
- Geometria dell'edificio: la struttura da demolire presentava una pianta circolare, sorretta da due ordini di colonne portanti disposti in modo concentrico, anello interno ed anello esterno.
- Principio di crollo indotto: per evitare la frantumazione totale del materiale portante, che avrebbe richiesto troppo esplosivo e causato proiezioni pericolose, viene ideata una tecnica per metterne "in ginocchio", indebolire, la struttura.
L'obiettivo era far cedere l'anello interno per sovraccaricare all'istante l'anello esterno e far collassare l'edificio su se stesso per gravità.
3. Disposizione delle cariche e schema dei circuiti
- Anello interno: cariche collocate a circa 1 metro da terra, posizionate sul lato esterno delle colonne.
- Anello esterno: cariche collocate a circa 1,5 metri da terra, posizionate sul lato interno delle colonne.
- Sistemi di ancoraggio e intasamento: le cariche erano racchiuse in casse di legno fissate ai pilastri tramite anelli di reggia da imballaggio e riempite di sabbia fine per canalizzare l'onda d'urto nel calcestruzzo.
- Circuiti d'innesco e temporizzazione: è stato realizzato un circuito elettro-detonante distinto per ciascun anello, che erano poi riuniti nel punto di sparo primario.
Tra la detonazione dell'anello interno e quella dell'anello esterno è stato impostato un ritardo pirico di 0,5 secondi, mezzo secondo.
A garanzia del sistema è stata predisposta una linea di riserva ridondante a miccia e detonatore ordinario.
4. Fasi operative e ruoli sul campo
- Approntamento: il Plotone Guastatori da sottoporre a valutazione ha provvisto al posizionamento delle cariche, all'intasamento e alla stesura dei circuiti elettrici sotto la supervisione degli Ufficiali della Compagnia.
- Esecuzione: il brillamento è avvenuto alla presenza del Comando Brigata, dei Comandanti provinciali e regionali dei Corpi Armati dello Stato e delle autorità civili, posizionati presso un apposito osservatorio posto in posizione defilata.
- Sgombero e ripristino dell'area: eseguito il brillamento in totale sicurezza, è subentrato il Plotone Attrezzature Speciali della Compagnia Genio "Julia", comandato dal Sottotenente in Ferma Biennale, che con i propri mezzi meccanici e il proprio personale ha eseguito l'ulteriore frazionamento delle macerie e il trasporto del materiale per lo smaltimento finale.
5. Esito
- Come da simulazioni e aspettativa, l'edificio è collassato all'interno del proprio perimetro senza arrecare danni.
- Il Plotone Guastatori ha superato brillantemente la prova valutativa di fine corso.
- L'area è stata completamente sgomberata dai mezzi del Plotone Attrezzature Speciali e riconsegnata alla comunità per la realizzazione del previsto impianto sportivo.
- Copia del materiale di studio e calcolo e del filmato eseguito in occasione della esercitazione sono stati consegnati alla organizzazione tecnica della Scuola del Genio quale ausilio tecnico per l'eventuale aggiornamento della dottrina tecnica.