30 marzo 2026
La Russia vuole dominare il Mondo, cominciando dai Carpazi
La Federazione Russa e la Russia sono state storicamente un regno, un impero e una nazione facile da invadere, ma difficile da difendere, a cominciare dai Mongoli.
Il Primo Impero francese e la Germania nazista lo hanno scoperto a loro spese, così come molte altre nazioni che hanno invaso la Russia o l'hanno combattuta.
La Russia possiede pianure perfette per orde mongole, eserciti organizzati e divisioni corazzate.
La Russia ha dimostrato la sua capacità di difendersi efficacemente quando controlla i punti di accesso al suo territorio, in particolare i Carpazi, che sono strategicamente importanti.
L'ultima volta che la Russia ha goduto di questo livello di controllo e sicurezza è stato durante la Guerra Fredda, dal 1945 fino al crollo del Muro di Berlino nel 1989 e al collasso degli stati un tempo controllati dalla Russia.
In ambito geopolitico, la Russia può garantirsi la sicurezza solo controllando Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Ungheria e Jugoslavia, incluse parti della Finlandia, conquistate durante la guerra finlandese-sovietica del 1939-1940.
Questa guerra, nota come Guerra d'Inverno, è stata un evento cruciale nella storia russa: non solo ha permesso alla Russia di ottenere il controllo di territori strategici, ma ha anche garantito che la Finlandia non avrebbe aderito alla NATO e alla rete di alleanze creata per combattere la Russia.
Per la Russia, queste aree geografiche sono essenziali perché consentono di inviare forze militari meccanizzate in altri paesi attraverso questi punti di ingresso.
Per questo il controllo dei Carpazi è vitale: questi territori forniscono alla Russia le "difese naturali" di cui ha bisogno, ovvero terreni accidentati o barriere naturali difficili da superare.
Inoltre, le pianure alle spalle di queste montagne sono zone cuscinetto e offrono infrastrutture e spazio sufficienti per garantire che la guerra si svolga al di fuori dei confini russi.
La pianificazione della difesa russa è profondamente radicata nella storia e si basa principalmente sul colmare le lacune lasciate invadendo con le truppe e combattendo lungo linee difensive.
A causa dell'impraticabilità di progetti infrastrutturali di vasta portata nella geografia naturale della Russia, i russi hanno un approccio unico alla guerra, preferendo combattere le proprie guerre via ferrovia piuttosto che via strada.
Per gli occidentali e per coloro che sono cresciuti in una società liberale, multiculturale e democratica, con una visione del Mondo globalizzata, è difficile comprendere le motivazioni dei leader russi che desiderano conquistare e controllare vasti territori.
Non solo è un'idea culturalmente estranea, ma è un'antitesi ai valori che si sono imposti in Occidente sin dal 1945.
È necessario comprendere che la leadership e il popolo russo provengono da contesti storici e culturali completamente diversi.
Nei russi non scorre solo sangue europeo, ma anche una non trascurabile quantità di sangue asiatico.
I russi sono europei che hanno incontrato le orde mongole e ne hanno adottato alcuni usi e costumi e con esse hanno creato l'ibrido culturale e comportamentale che conosciamo.
Questo trauma storico influenza anche la Russia contemporanea, che risente sia dell'influenza culturale occidentale che di quella orientale.
Inoltre, l'Impero mongolo era basato sullo sfruttamento delle risorse.
La Russia ha adottato lo stesso comportamento.
L'Impero russo, che in seguito divenne l'Unione Sovietica, è fatto come una ciambella, dove i territori conquistati sono più ricchi del cuore del Paese.
Ecco perché i russi sono forti all'esterno, ma deboli e poveri al centro.
Ecco perché, quando il comunismo è fallito e il potere della Russia ha cominciato a vacillare, i paesi dell'Europa centro-orientale si sono affrettati a liberarsi da un impero che sapeva solo estrarre (rubare) ricchezze.
Quella russa non è una società liberale, non favorisce una visione del Mondo liberale, dove l'individuo è importante quanto il collettivo, a differenza di come è da lungo in Occidente.
Questo permette ai russi di permettersi perdite con un rapporto di 5 a 1 o 10 a 1 nella presente guerra con l'Ucraina.
Le nazioni liberali occidentali non potrebbero.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, i russi inviavano divisioni di fanteria per sminare i campi minati e permettere così ai carri armati di avanzare: già allora questa era una mentalità nettamente diversa da quella degli eserciti occidentali.
Esiste anche una visione russa della politica internazionale, secondo la quale vige la legge del più forte, con nazioni che emergono e declinano nella loro capacità di proteggere il proprio territorio e competere per l'egemonia globale o regionale.
Prima del 1945, le nazioni operavano secondo un sistema in cui le nazioni lottavano per la sopravvivenza, come ha descritto Mearsheimer.
Nell'esempio che fa di Otto von Bismarck, che fu Primo Ministro del Regno di Prussia, e della sua politica di annientamento dei polacchi, lo studioso americano ha descritto come la Germania, che nel XIX secolo, era circondata da nemici, impedì la ricostituzione della Confederazione polacco-lituana, che avrebbe minacciato la Germania e gli imperi russo e austro-ungarico.
Quindi, come la Russia e le sue azioni nella guerra in Ucraina, e la Germania nel XIX e all'inizio del XX secolo, queste nazioni si percepivano circondate da nemici e aggressori che le avrebbero distrutte se ne avessero avuto l'opportunità.
E' storicamente importante tenere presente il loro punto di vista.
La geografia gioca un ruolo fondamentale nelle decisioni politiche.
Dalla fine della Guerra Fredda nel 1989 e dal crollo dell'Unione Sovietica nel 1990, la Russia ha cercato di riconquistare le brecce di invasione nel territorio russo a partire dal 1992, con l'occupazione della Transnistria, regione moldava.
Nel 1991, la Moldova dichiarò l'indipendenza dall'Unione Sovietica.
Poco dopo, la Transnistria, regione a base etnica situata sulla riva orientale del fiume Dnestr, dichiarò unilateralmente l'indipendenza con il sostegno della Russia.
Questa dichiarazione scatenò conflitti armati nella regione, che si sono conclusi con un cessate il fuoco il 22 luglio 1992.
La Transnistria ha una popolazione prevalentemente russofona ed è rimasta ufficiosamente parte della Federazione Russa dal 1992, con soldati russi tuttora di stanza sul suo territorio, ufficialmente "di guardia" a vasti depositi di vecchie munizioni sovietiche.
Per gli appassionati di storia, il crollo dell'Unione Sovietica ricorda molto la spartizione dell'Impero tedesco alla fine della Prima Guerra Mondiale, che fu disgregato, creando stati indipendenti come la Polonia, che tuttavia erano espressione di pre-esistenti stati nazionali.
Purtroppo, le divisioni e i nuovi stati creati dopo la Prima Guerra Mondiale causarono divisioni e odio che contribuirono allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, poiché i tedeschi etnici che vivevano all'esterno della Repubblica Tedesca/Repubblica di Weimar diedero alla Germania nazista il pretesto per espandere i propri territori.
Dopo la Guerra Fredda, il Mondo non ha gestito adeguatamente i resti dell'Unione Sovietica e della Russia, di fatto permettendo l'avvio della guerra in Ucraina.
A causa della disponibilità di armi nucleari da parte della Russia, mancò la volontà politica di sconfiggerla, i russi furono in grado di riarmarsi e ricostruire la propria economia, diventando la minaccia ricorrente per l'Occidente che conosciamo.
Senza molta fantasia, i russi hanno ripetuto questo processo di occupazione territoriale, colmando le lacune lasciate dalle invasioni in Russia.
E senza alcuna dimostrazione di lungimiranza, l'Occidente ha permesso:
- l'occupazione della Transnistria
- l'intervento russo nella "guerra civile georgiana" del 1992-1993: quel 20 ottobre, circa 2 mila soldati russi hanno "protetto" le linee ferroviarie georgiane.
Il seguente 22 ottobre 1993, le forze governative hanno lanciato un'offensiva contro i ribelli filo-Gamsakhurdia e, con l'aiuto dell'esercito russo, hanno occupato gran parte della provincia di Samegrelo.
- invasione della Georgia: nell'agosto 2008, i russi hanno invaso la Georgia con il pretesto di proteggere i propri cittadini dopo che la Georgia aveva espulso quattro presunte spie russe nel 2006, allora la Russia diede inizio a una guerra diplomatica ed economica contro la Georgia, a cui fece seguito la persecuzione dei georgiani residenti in Russia.
La Federazione Russa ha creato repubbliche fantoccio a partire dalla guerra del 2008 e dalla successiva occupazione militare russa dell'Abkhazia e dell'Ossezia del Sud e, nel 2008, la maggior parte degli abitanti dell'Ossezia del Sud aveva ottenuto un passaporto russo.
Il Governo russo e altri quattro Stati membri delle Nazioni Unite considerano Abkhazia e Ossezia del Sud come Stati sovrani e indipendenti.
La Federazione Russa, la Repubblica Popolare Cinese, la Corea del Sud e il Giappone presentano alcuni dei peggiori dati demografici al Mondo, con l'Ucraina che, a causa della guerra iniziata nel 2014, è entrata a far parte del gruppo delle nazioni con elevato declino demografico.
Per i russi, le vicende del secolo scorso hanno causato enormi perdite demografiche, con la sola Seconda Guerra Mondiale che ha ucciso dai 22 ai 27 milioni di sovietici.
L'auto-inflitta "Grande Carestia" del 1930-1933 ha ucciso dai 7 agli 8 milioni di russi e dai 4 ai 5 milioni di ucraini (Holodomor).
Uno dei periodi di maggiore crisi demografica per la popolazione russa è stato il decennio del 1990, quando i tassi di mortalità sono raddoppiati e quelli di natalità si sono dimezzati.
A causa dell'invasione russa dell'Ucraina nel 2022 e per la paura di essere arruolati per combattere come parte della macchina da guerra russa, secondo la classica strategia di guerra russa di "mandare uomini contro il problema finché il problema non scompare", 1,3 milioni di russi di età inferiore ai 35 anni sono fuggiti dalla Federazione Russa.
Le nazioni prive di generazioni di ricambio rischiano l'estinzione delle proprie culture ed economie, perché senza persone che credono in un futuro, quelle nazioni svanirebbero dalla storia umana: non si può avere una Nazione se il gruppo etnico-culturale è troppo piccolo o estinto.
Riassumendo; 1,3 milioni di russi sono emigrati, altrettanti russi sono morti o gravemente feriti nella guerra in Ucraina.
Chi lavorerà e produrrà beni e servizi, chi studierà, scriverà e "produrrà cultura"?