4 ottobre 2025

Moldova e democrazia

Ogni tanto mi chiedono: "In che modo ciò che sta accadendo in Moldova viola le regole della democrazia?"
È una domanda legittima.
La situazione della Moldova è del tutto specifica: il sistema democratico di questo Paese è sottoposto alle insidie del capitale russo e della presenza di una robusta enclave controllata dal Cremlino, la Transdnistria.
Accade che tentativi russi di interferire nei processi politici della Moldova corrompendo gli elettori o finanziando organizzazioni pro-russe vengano scoperti e che a seguito delle indagini la locale Magistratura impedisca a determinate figure o organizzazioni di operare nel Paese.
Tipicamente, alcuni candidati vengono esclusi dal processo elettorale.
Per il loro mandante russo ciò è pretesto per scatenare i suoi "portavoce" europei e occidentali, promuovendo la retorica della democrazia selettiva anti-russa.
Russo-fobia, è il termine più usato.
E' quanto meno bizzaro che il campione mondiale in brogli elettorali pensi di potere insegnare le regole della democrazia agli europei.
I portavoce pro-russi, autentici traditori del sistema di valori nel quale sono vissuti, ma curiosamente incapaci di trasferirsi in quel grande Paese che amano tanto, sono instancabili.
Contano peraltro sulla generale ignoranza delle situazioni.

Distinguere una vera democrazia da una falsa è più semplice di quanto si pensi.

Nelle democrazie, la competizione rimane reale, anche quando le regole vengono violate.
Gli avversari continuano a candidarsi.
I partiti continuano a vincere seggi. Un politico francese può essere arrestato per corruzione, ma il suo partito continua a funzionare e gli elettori hanno ancora possibilità di scelta.
In Moldova, un candidato può essere bloccato, eppure il suo partito può comunque vincere un quarto del parlamento.
E accaduto, peraltro.
La lotta politica continua.

In Russia, non c'è lotta.
Non ci sono elezioni, solo "eventi elettorali".
Le candidature "alternative", che possono infastire la leadership, vengono bollate come estremiste, i loro leader vengono incarcerati o uccisi, e persino un manifestante solitario con un cartello rischia di essere accusato di "tradimento".
L'esito degli "eventi elettorali" è predeterminato.
Ciò accade semplicemente perchè i regimi autoritari non possono permettersi ALCUN rischio o incertezza.

La democrazia non è mai perfetta, non è mai finita: è un processo che richiede una vigilanza costante.
Ma il fatto stesso di poter ancora scegliere tra alternative concrete è ciò che distingue le democrazie imperfette dalle autocrazie che si spacciano per tali.