14 agosto 2026

È possibile costringere la Russia alla pace?

Quasi una settimana fa si è conclusa un'operazione ucraina durata 40 giorni, volta a costringere la Russia alla pace attraverso attacchi a lungo raggio.
Sebbene molti giornalisti e commentatori ucraini, così come gli irriducibili russofili occidentali, abbiano liquidato l'operazione annunciata da Volodymyr Zelenskyy come una mera trovata pubblicitaria, inutile dal punto di vista militare, questo tentativo di "imporre la pace" era tanto necessario quanto vantaggioso.

Paradossalmente, l'obiettivo principale dell'operazione non erano i magazzini di Wildberries, le raffinerie di petrolio o le fabbriche militari in Russia, bensì le menti dei politici europei e americani.
Assente fra di loro la relazione causa-effetto, la popolazione russa ha preso con incredulità i risultati ucraini.
Non riescono a capire perché gli ucraini gli lanciano addosso droni, incendiando e distruggendo raffinerie di petrolio, fabbriche, magazzini e veicoli logistici di ogni tipo.
Ma adesso si chiedono cosa mai ha fatto di male la Russia all'Ucraina per ottenere questo in cambio.
Lo sanno benissimo, ma si auto-convincono che ciò che sanno, i crimini di guerra, gli attacchi indiscriminati alle strutture civili e residenziali, scuole e ospedali, sono in realtà opera di altri: la Russia non può fare schifo in questo modo.
E' un po' quello che è accaduto al popolo tedesco dopo la fine della 2 Guerra Mondiale: non ci credevano a tutte le cose che aveva fatto il 3° Reich.
Sbattutagli in faccia la realtà e presentato il conto delle conseguenze, i tedeschi hanno elaborato, si sono tirati su le maniche, hanno capito e imparato e adesso la Germania è un Paese leader di correttezza e democrazia.
La stessa cosa dovrebbe accadere alla Russia, dopo che avrà perduta la guerra.
Il problema non è farle perdere la guerra, ma ottenere un ravvedimento dai russi.
Storicamente non ne sono mai stati capaci.
Scrivevo della incredulità e incomprensione dei russi rispetto alla risposta ucraina al loro comportamento.
Pur senza capirlo, i russi avevano tuttavia a un certo punto accettato che gli ucraini potessero difendersi e persino attaccare.
Anche dopo che la guerra infuria da oltre 4 anni, i russi e i loro sodali rimangono convinti che l'invasione russa dell'Ucraina poggi su basi razionali e che le azioni delle autorità russe e di "Putin" seguano una logica razionale.
Trovare qualcosa di razionale nel comportamento dei russi rasenta il miracoloso, ma tant'è...
Il vero scopo dell'operazione era dimostrare al Mondo che nessun argomento potrà indurre "Putin" ad abbandonare la guerra.

Ciò offre una spiegazione semplice e chiara per chi è abituato a vivere in una società razionale, dove il benessere pubblico e il consenso elettorale influenzano direttamente le decisioni dello Stato e i politici stessi.
In un mondo moderno, evoluto e democratico, è impossibile scatenare una guerra su larga scala contro un paese vicino senza curarsi dei propri cittadini, è impossibile prolungarla per quattro anni e mezzo a scapito dell'economia nazionale e del benessere pubblico e è impossibile ignorare le proprie perdite umane o la distruzione delle proprie infrastrutture.

Attraverso la sua iniziativa volta a "imporre la pace", Volodymyr Zelenskyy ha costretto molti a comprendere che il mondo russo funziona in modo diverso.
Rimarrà sempre quello zoccolo duro di adoratori del Dio Kremlino, a cui nemmeno venisse Putin in persona a stuprare la madre cambierebbero disposizione d'animo.
Giungerebbero probabilmente a ringraziarlo per cotanto privilegio.

Torniamo quindi a bomba all'argomento.
Gli imprenditori delle piccole e medie imprese russe perdono denaro e falliscono a causa degli attacchi ai magazzini? Non importa; anzi, la cosa viene persino vista positivamente, poiché permette di parlare di "attacchi terroristici".
Civili russi muoiono a causa di droni abbattuti o dai colpi della stessa difesa aerea russa?
Nessun problema: ciò serve solo ad alimentare la loro rabbia.
Un grande fornitore di petrolio inizia a importare massicciamente carburante da paesi terzi?
Non è un fallimento, ma una dimostrazione di potenza finanziaria: se necessario, ne acquisteremo ancora di più.
Il carburante viene sottratto alle regioni per essere dirottato su Mosca e San Pietroburgo, al fine di proteggerle dalla crisi?
Questo non è nulla di nuovo: Mosca e San Pietroburgo sono sempre state meglio rifornite e approvvigionate rispetto alle regioni.
Questo è praticamente un "valore fondante" e una tradizione.
L'operazione disposta da Zelensky è stata condotta proprio per dimostrare questa enorme disparità di percezione e mentalità tra la governance russa e quella occidentale.
Ha sortito l'effetto sperato su alcuni politici in Europa e negli Stati Uniti.
La consapevolezza che, a dispetto dei propri interessi e del buon senso, la Russia continuerà a condurre la guerra, e a intensificarla, sta gradualmente facendosi strada tra alcuni politici ed esperti occidentali.
È un peccato che, per ora, ciò riguardi solo una parte di loro, anziché la maggioranza.
Magari insistendo...
Non finisce qui, perché la lista degli obiettivi che ha in mano Robert Brovdy è molto lunga, e la sua prassi è di dare una "ripassata" a ciò che i russi sono riusciti a riparare nel frattempo.

Di fatto, l'intensità degli attacchi ucraini contro la Russia stava già aumentando prima dell'inizio dell'operazione ed è rimasta su livelli elevati anche dopo la sua conclusione formale.
Raffinerie di petrolio, depositi e fabbriche hanno bruciato, stanno bruciando e continueranno a bruciare.
La popolazione russa si è impoverita, si sta impoverendo e continuerà a impoverirsi.
Tuttavia, ciò non porterà a un'ondata di malcontento aperto, a rivolte o alla vittoria delle "persone dai volti radiosi".
Al contrario, spingerà un numero maggiore di russi ad arruolarsi nell'esercito per denaro, vedendovi il modo più rapido e semplice per risolvere i propri problemi impellenti.
Più d'uno sta già puntualizzando che i 40 gironi sono passati e che la Russia non ci pensa nemmeno a terminare la guerra.
Credo che stabilire questo tipo di cose acon un cronometro in mano sia solo un pretesto per poter continuare a dire: "Visto? Avevo ragione io: la Russia è imbattibile!".
A volere essere pignoli, c'era qualcuno, nel tardo febbraio 2022 che diceva che le truppe russe sarebbero sfilate in parata a Kyiv in 3 giorni: sono passati oltre 4 anni...
Ho già dedicato persino troppo tempo a commentare simili castronerie.
Ho l'impressione che tale Robert Brovdy, il comandante delle unità droni a lungo raggio ucraini, abbia un elenco molto lungo di bersagli e che egli non voglia mancare di occuparsene e che per lui nulla cambia, 40 giorni o non 40 giorni.
Per il cittadino russo medio, la guerra è stata, e rimane, l'unico modo per ottenere ingenti somme di denaro.
Ne ho scritto tempo fa e da allora la situazione non è cambiata.
Né cambierà, poiché è precisa politica dello Stato russo mettere la popolazione all'angolo, lasciandole solo due vie d'uscita: combattere il sistema o firmare un contratto militare.
Solo una minoranza sceglierà di combattere o resistere allo Stato.
Lo Stato è un'entità che la maggior parte dei russi non distingue dal Paese stesso, semplicemente perché tale opzione non esiste nella mente della maggior parte dei russi.
Decine di migliaia di russi, invece, sceglieranno il contratto militare.
C'è un solo modo per porre fine a tutto questo: la sconfitta militare della Russia, obiettivo raggiungibile in tempi accettabili solo grazie a una coalizione di nazioni.
Non sarà la NATO.
In questa coalizione non saranno gli USA.
Prima i politici dei Paesi della futura coalizione comprenderanno che questa è l'unica strada percorribile, prima tutto ciò avrà fine.
È proprio questo lo scopo per cui è stata concepita l'operazione di "costrizione alla pace".