15 ottobre 2026
Il costo del "Grande Palcoscenico".
L'Ucraina sta pagando caro il prezzo del "Grande Palcoscenico": Zelensky trascina l'Ucraina nel baratro.
Vova voleva disperatamente superare tutti in astuzia, ma ha finito per superare in astuzia solo l'Ucraina.
Quando gli applausi scroscianti si placano, i riflettori si spengono e un nemico serio e temibile, o un alleato pragmatico, si siede dall'altra parte del tavolo, emerge una verità fondamentale: dietro i suoi discorsi altisonanti non c'è né statura di statista né un minimo senso di responsabilità.
C'è solo un ego smisurato, una cerchia ristretta e protetta di opportunisti e leccaculi che teme di dire la verità e la sua infantile abitudine di non ammettere mai i propri errori.
Il "regista supremo" ucraino ha finito per credere così ciecamente alla propria serie TV da perdere completamente di vista il confine tra palcoscenico e realtà: per lui, l'Ucraina è un set cinematografico.
Per lui la diplomazia è un copione in cui lui interpreta sempre il ruolo da protagonista, noncurante dei principi che la regolano.
Per lui le vite umane sono semplici comparse, chiamate a recitare silenziosamente la propria parte fino alla fine: gli ucraini sono comprimari di uno spettacolo che ha un brutto copione.
La vera statura politica risiede nella prudenza, nel calcolo strategico e nella capacità di imparare dall'esperienza.
Cosa ha in realtà prodotto Zelensky?
Il tradimento dell'intelligence e la mentalità del "barbecue di maggio".
Mentre i partner occidentali condividevano i piani dettagliati dell'invasione, lui faceva tagliare al Governo il bilancio della Difesa.
I fondi destinati ai programmi missilistici "Vilkha" e "Neptune" venivano dirottati sull'asfalto importato dalla Bielorussia, alleato politico e militare della Russia, del progetto "Grande Costruzione".
Come risultato l'Ucraina ha ottenuto un Sud esposto, Hostomel impreparata, la resa di Chonhar senza combattere, il rapido accerchiamento di Mariupol e migliaia di civili uccisi proprio nelle prime settimane.
I russi hanno invaso l'Ucraina percorrendo strade rimesse a nuovo.
Sabotaggio nella gestione del personale del settore sicurezza.
La nomina di Ivan Bakanov, un suo "amico d'infanzia", a capo dell'SBU è stata un disastro.
Sotto la guida di Bakanov, le reti di agenti russi hanno prosperato all'interno dei servizi di sicurezza (Kulinich, Naumov, Syvokho e altri), trasmettendo ai russi mappe dei campi minati, rotte logistiche e dati di intelligence.
Non c'è stata alcuna assunzione di responsabilità.
Un torpore prima della catastrofe.
Di fatto, le commesse statali per armi e munizioni nel biennio 2020-2021 si sono rivelate un fallimento, fra qualità aleatoria e mancate consegne.
Mentre i russi ammassavano ingenti forze, l'esercito ucraino entrava in una nuova fase del conflitto affrontando una carenza di munizioni di base.
Le forniture sono state infine acquistate a prezzi esorbitanti tramite intermediari, nel pieno del caos.
Il consenso politico anteposto alla vita dei soldati.
La decisione di mantenere Bakhmut per mesi, in un sanguinoso tritacarne, non fu presa per scongiurare una catastrofe al fronte, ma perché una ritirata avrebbe dato una cattiva impressione durante il quotidiano video-messaggio serale.
E' vero che Bakhmuth ha portato all'azzeramento delle truppe mercenarie russe "Wagner", ma questo è costato carissimo, più di quanto possa essere stato infine utile.
E quando finalmente è avvenuto il ritiro da Avdiivka, si è improvvisamente scoperto che le seconde e terze linee difensive non erano state affatto costruite, anche se erano state date per pronte e attive.
Ma erano state pagate.
I soldati ucraini hanno dovuto scavare le trincee sotto il fuoco diretto dei russi.
Una mobilitazione maldestra e la paura di perdere popolarità.
Per evitare di scontentare gli elettori, la questione del reintegro delle truppe è stata ignorata o rimandata per anni e ancora lo è.
Quando il fronte ha ceduto, è scoppiato il caos: i reclutatori hanno eseguito rastrellamenti forzati di uomini per strada.
Inoltre, sono state rinviate a tempo indeterminato le rotazioni, anche per chi combatteva ininterrottamente fin dai primi giorni e persino dal 2014.
La distruzione delle istituzioni e l'emarginazione degli esperti.
Quando la realtà e i combattenti hanno iniziato a scontrarsi con la dolce illusione di una "vittoria in due settimane", per Zelensky è stato più facile sollevare dall'incarico l'ottimo Generale Zaluzhnyi o rimuovere comandanti scomodi piuttosto che frenare le proprie ambizioni e riconoscere che la guerra richiede scienza militare e non si pratica seguendo un copione.
Il compito di Zelensky non è vincere duelli verbali sui social media o impartire lezioni agli alleati da cui l'Ucraina dipende al 100%.
Il compito di Zelensky è garantire che nelle case degli ucraini resti accesa la luce, il riscaldamento funzioni e che ci siano il minor numero possibile di sedie vuote alle tavole delle famiglie.
Eppure, la "potenza" di Zelensky esiste solo nei report patinati della maratona televisiva nazionale.
I missili non si abbattono con belle parole sulla "invincibilità".
I missili russi vengono intercettati da sistemi di difesa aerea ottenuti grazie a una diplomazia fredda, discreta e professionale, non offendendo con insulti emotivi coloro a cui si chiede aiuto.
Oggi, ogni ucraino ha una lista di persone che non ci sono più.
Questa guerra ha portato via qualcosa di più del semplice territorio.
Agli ucraini ha tolto la pace, la sicurezza e il diritto di non pensare alla morte ogni singolo giorno.
E mentre i potenti del Mondo discutono su quale immagine di grandezza sia la più imponente, un bambino ucraino resta orfano e una madre ucraina vede i suoi capelli farsi bianchi in silenzio, silente e avvilita accanto a una tomba ancora fresca.
L'Ucraina non è lo sfondo per uno spettacolo di un solo attore.
Le Forze Armate ucraine non sono semplici comparse.
La leadership ucraina gioca con la storia, mentre gli ucraini vi muoiono dentro.
La vita dei leader ucraini è solo una sessione di ripresa di una serie TV, mentre le vite degli ucraini sono un'unica ripresa irripetibile: una ripresa che viene compromessa da anche una sola decisione sconsiderata.
L'Ucraina ha versato abbastanza lacrime e subito troppi danni per la presunta "grandezza" di Zelensky e dei suoi accoliti.
L'Ucraina ha non ha bisogno di slogan accattivanti, ma di persone vive.
L'Ucraina non ha bisogno di un attore che, nella propria immaginazione, non sbaglia mai, ma di un leader responsabile, capace di mettere le vite umane al di sopra dei propri indici di gradimento politico.
Perché l'Ucraina conta più di qualsiasi sua ambizione.
Una guerra vera non perdona una cattiva recita.