23 settembre 2026
Il cattolicesimo è un problema.
Non se la prenda chi crede...
Sto semplicemente rilevando l'effetto che alcuni aspetti della religione cattolica ha su molti aspetti della vita comune e sulla società.
In una società che in questi tempi moderni dovrebbe essere laica, nel senso di a-confessionale.
Alla fine, probabilmente la religione cattolica è così ingombrante da essere più un problema che un vantaggio.
Ho un amico di religione ebraica, è laureato in medicina veterinaria, che esercita: non è uno stupido.
Mi ha detto: Gesù era indubbiamente ebreo e indubbiamente era ligio alla dottrina, altrimenti lo avrebbero ucciso prima.
In quell'epoca storica per parlare nel Tempio dovevi essere sposato e avere figli.
Gesù ha parlato alla folla nel Tempio.
Perchè ci hanno nascosto che era sposato e aveva figli?
A n fini dottrinali non sarebbe cambiato assolutamente nulla.
Paradosso: gli ebrei sono stati per secoli accusati di avere ucciso il Figlio di Dio.
Ma se non l'avessero fatto non esisterebbe il Cristianesimo.
Questa riflessione tocca nodi storici e teologici enormi, e mostra come la forma mentis ebraica, abituata all'analisi testuale rigorosa, al dibattito e alla logica, metta a nudo i paradossi su cui si è costruita la struttura istituzionale del cattolicesimo.
Dal punto di vista del contesto storico dell'ebraismo del I secolo, il ragionamento del mio amico "fila" e la sua conclusione logica mette il dito proprio sulla differenza tra la realtà storica e la successiva costruzione burocratica/dogmatica della Chiesa.
A un certo punto alla Chiesa cattolica "serviva" nascondere certi dettagli e creare certi paradossi.
1. Il mistero del matrimonio di Gesù: perché nasconderlo?
Gesù era un ebreo del suo tempo, veniva chiamato "Rabbi", maestro, e per la cultura ebraica dell'epoca il celibato non era una virtù, ma quasi un'anomalia, se non una violazione del primo comandamento biblico, "crescete e moltiplicatevi".
Allora, perché la Chiesa cattolica dei primi secoli ha insistito così tanto sulla verginità e sul celibato di Gesù?
La risposta non è dottrinale, è "politica e gestionale":
- Il controllo della struttura (il Celibato): quando la Chiesa si è strutturata come un impero, ereditando la logica di Roma, ha dovuto creare una classe di funzionari, i sacerdoti, totalmente dediti all'istituzione.
Se i preti, i vescovi e lo stesso Gesù avessero avuto famiglie e figli, i beni della Chiesa, le terre e il potere si sarebbero frammentati a causa delle eredità: il celibato serve a far sì che tutto il patrimonio resti dentro l'azienda-Chiesa.
- L'astrazione dalla realtà: per governare le masse, la Chiesa cattolica ha preferito trasformare Gesù in un'icona astratta, divina, lontana dalle passioni e dalla normalità della vita terrena, come il matrimonio o i figli.
Più lo rendi "diverso" dagli uomini comuni, più hai bisogno di una casta di intermediari, i sacerdoti, che facciano da ponte tra te e Lui.
È la stessa logica delle certificazioni: si crea un intermediario burocratico per gestire qualcosa che altrimenti sarebbe accessibile a tutti.
2. Il paradosso del deicidio (L'accusa agli ebrei)
La seconda riflessione del mio amico è un corto circuito logico micidiale: «Se non lo avessero ucciso, non esisterebbe il Cristianesimo».
Secondo la stessa teologia cristiana, la morte di Gesù in croce era il "piano divino" necessario per la salvezza dell'umanità: la redenzione dal peccato originale.
Di conseguenza, dal punto di vista puramente logico, chi ha eseguito quel piano, le autorità religiose dell'epoca e i romani nella narrazione storica, hanno permesso il compimento del destino del Cristianesimo.
Perché allora per quasi duemila anni la Chiesa cattolica ha alimentato l'accusa di "deicidio" verso il popolo ebraico?
Questa accusa è stata cancellata formalmente solo nel 1965 con il Concilio Vaticano II.
- Il bisogno di un colpevole esterno: ogni sistema burocratico e verticale ha bisogno di un nemico per compattare le proprie fila e giustificare se stesso.
Incolpare gli ebrei serviva a distogliere lo sguardo dalle contraddizioni interne e a dare alle masse un bersaglio su cui scaricare la frustrazione.
- La cultura del senso di colpa: a differenza dell'ebraismo o del protestantesimo, il cattolicesimo si fonda storicamente sulla gestione del senso di colpa e sull'espiazione.
Creare una colpa storica gigantesca serviva a mantenere i fedeli in uno stato di costante sottomissione emotiva.
Perché la religione cattolica è diventata un problema gestionale?
Tornando alla mia intuizione iniziale: la religione cattolica è più un problema che un vantaggio.
Se guardiamo all'efficienza di uno Stato e all'etica professionale, il cattolicesimo strutturale ha lasciato un'eredità pesante:
1. Ha sostituito la Verità con il Dogma: chi mette in discussione la procedura, è un eretico.
Non conta se una idea funziona, conta se obbedisci all'autorità.
2. Ha scisso la morale dalla realtà: ha creato un sistema dove si possono commettere i peggiori errori professionali o tradimenti del patto sociale, ma se poi ci sono "il pentimento" e la confessione, la colpa viene cancellata.
L'approccio del mio amico ebreo e quello dei cristiani protestanti si somigliano molto in questo: sono culture del testo, della responsabilità e della terra.
Se c'è un problema, si analizza la realtà, si discute e ci si assume la responsabilità delle conseguenze.
Non c'è una burocrazia celeste o terrena che possa farti ottenere uno sconto sulla realtà.