28 febbraio 2026

Il buco di bilancio russo

Due giorni fa, Michail Mishustin, Primo Ministro russo, colui che il Cremlino ha incaricato anni fa di gestire l'economia quotidiana della Federazione Russa, ha presentato la relazione annuale del suo Governo alla Duma di Stato, la camera bassa del Parlamento russo.

Nel bel mezzo della sua impeccabile performance, secondo cui "tutto è sotto controllo", ha fatto una importante ammissione, dichiarando quanto segue: "Per quanto riguarda la scelta di come finanziare il deficit di bilancio emergente: sapete, ieri siamo stati con il Presidente fino a tarda notte, con molti membri del Governo, con Elvira Nabiullina, capo della Banca Centrale Russa, e altri colleghi, a discutere di un gran numero di approcci. Credo che abbiamo trascorso molte, moltissime ore con il Presidente, tutti insieme a discutere su come scegliere la soluzione migliore per il Paese."

Continuo a sentire i sostenitori del Cremlino in Occidente, dire con aria seria che in Russia la guerra e le sanzioni "non hanno realmente influenzato l'economia", che la Russia è "forte" e che tutto va "bene".

Adesso abbiamo il Primo Ministro russo Mishustin che dice con nonchalance di essere rimasto seduto fino a tarda notte con Putin, i vertici del Governo e la Capo della Banca Centrale, per molte, moltissime ore, a discutere urgentemente di una questione molto semplice e per niente affascinante, ovvero come tappare il buco di bilancio.
La Russia ha un buco di bilancio.
Non piccolo, ma grande.
Così grande da richiedere una riunione notturna di molte ore per con i vertici politici e finanziari russi per trovarvi una soluzione.

Come molti economisti, hanno affermato in molteplici circostanze, sia all'interno che all'esterno della Russia, a causa della guerra la Russia sta spendendo più di quanto possa produrre e che la crisi economica è inevitabile.
Negli ultimi 3 anni, il Governo russo ha liquidato il 71% delle sue riserve auree sovrane detenute nel Fondo Nazionale di Ricchezza (NWF).

Mi chiedo quindi: davvero in Russia tutto va "business as usual", con un'economia solida e inalterata?

Molti occidentali non coglieranno tuttavia il messaggio.