23 aprile 2026

La prossima sarà la Lettonia?

Da tempo sostengo che il Cremlino sta seriamente prendendo in considerazione l'invasione degli Stati baltici.
Molti politici e servizi segreti occidentali ne sono consapevoli, ma essi credono che a causa delle "difficoltà" russe di ottenere la vittoria in Ucraina questa ulteriore "pazzia" russa non possa manifestarsi prima del 2030, non prima della fine della guerra in Ucraina e non contemporaneamente a un attacco cinese a Taiwan.
Per una serie di motivi, io ritengo che essa possa rivelarsi in un futuro prossimo.

Quello di un attacco russo al fianco est dell'Europa/NATO è argomento su cui si torna abbastanza frequentemente.
Di solito accade dopo una delle "sparate" di Medvedev o della sua compagna di bevute Maria Zacharova, o di Peskov o di Lavrov.
Più o meno precisamente, lo scorso novembre 2025, diverse voci hanno indicata la prima data stimata per una possibile invasione in Europa in maggio 2026.
Il mese prossimo.

A quanto pare, la Russia non sarebbe pronta in tempo e non ci sarà una nuova escalation a maggio.
Tuttavia, sempre più fonti citano una nuova finestra temporale compresa nel corso della prossima estate.

Fonti ucraine segnalano chiari segnali di preparativi completati per l'invasione nelle regioni di confine russe e in Bielorussia.
Sto descrivendo piani e possibilità, non si tratta di inevitabilità.
Auspico che la realtà smentisca i piani del Cremlino e che un'invasione dei Paesi baltici non si verifichi, ma non posso, e non credo che dovrei ignorare le informazioni che ho appreso, verificato e constatato.

Intercettazioni di comunicazioni interne al Ministero della Difesa russo confermano che sono state decise nuove date per l'invasione: dal 15 al 25 agosto.
Questa volta, l'informazione è confermata da fonti di livello gerarchico inferiore, il che indica che il piano è diventato più concreto.

Esistono segnali inequivocabili dei preparativi per l'invasione: a partire dal 2024, autostrade e ferrovie sono state attivamente costruite e riparate nelle regioni di Pskov, Novgorod, Smolensk e Leningrado e in Carelia.
La costruzione di strade nelle regioni di Pskov e Novgorod indica chiaramente il loro futuro utilizzo a fini militari.
Inoltre, la costruzione di strade nel Distretto Federale Nordoccidentale e al confine con la Lettonia è in contrasto con le normative federali in materia di costruzione e manutenzione stradale.
Quindi abbiamo la Russia che costruisce e ripara strade dove non dovrebbe farlo, che rinforza ponti e collegamenti stradali, sostituisce scambi ferroviari, costruisce postazioni per artiglieria e molto altro.
Anche la Bielorussia sta procedendo in questo senso, sia verso l'Ucraina che verso Ovest.
E' possibile che la Bielorussia non vada oltre questo, ma che possa permettere il transito di truppe russe non rientra fra le cose che si mettono in dubbio: Lukashenka farà il possibile per restarne fuori, ma ha ridotto il suo povero Paese in condizioni miserrime, tanto da dipendere dalla Russia per la sopravvivenza.

Le recenti modifiche alle leggi "Sulla Difesa" e "Sulla Cittadinanza" operate in Russia conferiscono a "Putin" l'autorità di condurre un'operazione militare speciale "per proteggere i russi" che rischiano procedimenti giudiziari o indagini in paesi terzi.
Processi contro cittadini russi sono attualmente in corso in Lettonia e la propaganda russa sta già "sollevando" la questione.
Il Cremlino certamente non si farà scappare una occasione ghiotta come i "fuggitivi del sanguinario regime lettone" per legittimare un'"operazione speciale".

Molto probabilmente, quindi, l'invasione inizierà in Lettonia.
I paesi Baltici sono legati fra loro da un patto di reciproca assistenza militare: attaccarne uno comporta l'automatico intervento degli altri due.
Uno scenario plausibile prevede che una "operazione speciale" in Lettonia farebbe intervenire Estonia e Lituania contro le truppe russe.
Inoltre, i tre paesi Baltici sono membri effettivi della NATO e potrebbero invocare l'attivazione dello Art. 5 della NATO.
Questo avvierebbe colloqui, dichiarazioni di "preoccupazione" e nel migliore delle ipotesi avremo almeno uno dei paesi baltici invaso e sotto controllo russo.
In ogni caso la NATO non farebbe assolutamente nulla, a parte il consueto bla bla bla per almeno 10 giorni/2 settimane.

Chi sostiene che la Russia, infognata come è in Ucraina non sarebbe così "pazza" da pensare di attaccare un Paese NATO e farla franca è probabilmente parte di quel gruppo di buontemponi che sostiene che la Russia sia imbattibile.
Non lo è.
A patto di volerla affrontare.

Esiste in Europa e/o nella NATO la volontà politica e militare di affrontare la Russia.
NO.
Maiuscolo.
A Mosca ne sono perfettamente consapevoli e contano proprio su questa sitauzione.

Diamo quindi per scontato che la Russia sta mettendo in atto tutti i preparativi per una invasione da iniziare durante l'estate.
Questa cosa è comunque nella "lista dei desideri" del Cremlino.

Rimane da vedere su cosa sono basati i calcoli russi riguardo alle azioni degli eserciti estone e lituano, quale sarebbe il ruolo dell' esercito e del territorio bielorussi, se e come sarà impiegata la Flotta russa del Baltico.

A quanto pare le Forze Armate russe non stanno pianificando un attacco nel varco di Suwalki, perchè creare un collegamente con la enclave di Kaliningrad non avrebbe nessuna giustificazione legale, che invece la "difesa dei russi oppressi" in Lettonia avrebbe.

Descritta le reazione che i russi si aspettano dai paesi NATO, rimane da vedere quale sarebbe il comportamento degli altri stati baltici e di Svezia, Finlandia e probabilmente Polonia.

Queste sono le informazioni disponibili.
Probabilmente uno schieramento di truppe NATO in Lettonia e un atteggiamento "meno accomodante" potrebbe fungere da "iniezione di fosforo" per i decisori russi.
Sono molto convinto che solo una risposta europea decisa, brutale e immediata avrebbe qualche effetto.