5 maggio 2026

La Russia può sempre cominciare un'altra guerra.

Recentemente intervistato, in condizioni di anonimato, un Generale russo ha scritto che, per ottenere risultati concreti sul fronte, le Forze Armate russe devono avere più soldati in determinate aree di quanti droni l'Ucraina vi disponga.
E' un principio matematico, che non servirà a far vincere il premio Nobel per la matematica a questo Generale.
L'ovvietà del calcolo indica che la Russia potrà progredire al fronte solo se le perdite dell'esercito russo diventeranno in proporzione inferiore a quanto siano adesso.
Secondo varie metodiche di calcolo che dopo oltre 4 anni sono condivise, la Russia perde in Ucraina una media di 1200 soldati al giorno, fra morti e feriti gravi.
Poichè l'evacuazione sanitaria non è davvero il forte della Russia, i feriti non gravi di oggi saranno feriti gravi aggiuntivi domani o dopodomani.
Tanto per precisare.

Le Forze Armate russe non saranno in grado di vincere questa guerra in uno, due o tre anni, anche aumentando la disponibilità di truppe con un ciclo di mobilitazione aggiuntivo, che non avverrà prima delle prossime elezioni presidenziali russe, in modo da non disturbare quella farsa.

Questa è una buona notizia per l'Ucraina?
Più probabilmente no che sì.
Perché le Forze Armate russe possono continuare la guerra per almeno 10 anni e per tutto questo tempo, i russi continueranno a colpire città e civili ucraini.

L'incapacità delle Forze Armate russe di vincere una guerra convenzionale non rende l'esercito russo un avversario debole, perché è pronto a continuare questa guerra a lungo, senza curarsi del fronte interno e delle perdite.
Il principio olimpico di "partecipazione, non vittoria" si è in qualche modo radicato in Russia, non sopra le tute da ginnastica, ma sotto gli elmetti.

Nell'esercito russo non c'è un fervente patriottismo, né una piena applicazione dell'esperienza di combattimento accumulata.
Soldati, sottufficiali e ufficiali si limitano a sopravvivere al meglio delle loro capacità, competenze e autorità.
Essi non sanno combattere efficacemente, ma eseguono prontamente qualsiasi ordine.
Se all'esercito viene ordinato di lanciare un'"operazione speciale per proteggere la popolazione russofona" negli Stati baltici, lo faranno, senza considerare le conseguenze.
Questo vale per i soldati, perché la maggior parte non è abituata a pensare, e disobbedire è peggio che obbedire.
E vale anche per gli ufficiali e i generali, perché non separano la loro carriera e il loro successo dagli ordini provenienti dall'alto.

Stranamente, questa situazione oggi gioca a favore di "Putin", anziché a suo sfavore.
In Europa, troppe persone hanno smesso di prendere sul serio le Forze Armate russe e stanno sopravvalutando i problemi interni della Russia, come quelli legati al carburante e all'economia.
Infatti, si sente spesso da chiunque interagisca con politici e persino militari europei: "Che senso ha combattere la NATO? Non riescono nemmeno a sconfiggere l'Ucraina!".

Nel caso della NATO, i cui eserciti non hanno mai combattuto una vera guerra, è pura vanteria: "Non riescono nemmeno a sconfiggere l'Ucraina".
Le Forze Armate russe non possono sconfiggere l'Ucraina perché gli ucraini hanno imparato a combattere con sangue, dolore, sudore e perdite.

Gli eserciti dei paesi europei della NATO non sanno combattere in questo modo e, per imparare, dovranno inevitabilmente affrontare la stessa esperienza che le Forze Armate ucraine hanno già vissuto.

Il numero di persone e territori che andrebbero persi in questo processo è oggetto di un acceso dibattito.

"Che senso ha per la Russia combattere la NATO?".
Purtroppo, un senso c'è.
L'insensibilità delle Forze Armate russe alle perdite, l'impreparazione dei Paesi NATO alla moderna guerra con i droni, la loro dipendenza da elettori nervosi e non abituati ai test, la perdita degli Stati Uniti come alleato nucleare garantito e l'indecisione dei loro leader: tutto ciò rende i membri europei dell'Alleanza avversari ideali per Putin e le Forze Armate russe.

I russi non possono e non vogliono sconfiggere le Forze Armate ucraine, ma sveliamo un segreto di Pulcinella: nemmeno gli europei ci riuscirebbero, se improvvisamente impazzissero e ci provassero.
In un ipotetico scontro tra le Forze Armate russe e la NATO, i russi avrebbero un vantaggio nella fase iniziale della guerra.
È improbabile che riescano a trasformare questo vantaggio in una vittoria e nella conquista di Varsavia o Tallinn, ma per ogni chilometro quadrato conquistato nelle prime settimane, i russi lo pagheranno noncuranti in vite umane, denaro e tempo.

La Russia manca di iniziativa, è pigra e inetta, ma è un mostro enorme e aggressivo, protetto da uno scudo nucleare, che resta pericoloso anche se è incapace di vincere una guerra importante.
La Russia è pericolosa perché è sempre in grado di iniziare una guerra.